Performance Multimediale Live

CLICCA SUL VIDEO QUI SOTTO PER VEDERE TUTTA LA PERFORMANCE

Al Raduno di Viaggio Fotografico, ci sarà un performance multimediale live a sorpresa al quale vorremmo che partecipassi con le tue fotografie.

Si tratta di una call fotografica, un contest a cui ti invitiamo a partecipare per metterti alla prova.

PREPARA LE FOTO:

Le foto vanno inviate entro domenica 1 marzo (vedi in fondo alla pagina).

Sabato sera 14 marzo 2026 alle ore 18,30 ci sarà una performance multimediale dal vivo, per la quale non ti aggiungiamo altri dettagli (per darti il piacere della sorpresa) ti diciamo solo che  ci serviranno le tue foto. Sarà un momento condiviso, sorprendente e pensato per essere visto insieme, costruito anche grazie al tuo sguardo.

Per questo ti invitiamo a partecipare: non ci sono limiti di stile, luogo nè limiti alla data di scatto nè alla tecnica usata. Vanno bene foto realizzate con pellicola, con cellulare, con una fotocamera digitale o come vuoi.

Vorremmo coinvolgere più persone possibile per fare in modo che tutti siano protagonisti della performance e non solo spettatori…

Sei infine liberissim* di inviare immagini realizzate in qualunque contesto, anche completamente diverso dai nostri itinerari fatti con Viaggio Fotografico.

In fondo a questa pagina trovi tutte le info sull’invio delle foto.

Foto: © Roberto Gabriele

Un viaggio per INTERNAUTI

In un evento di 2 giorni dedicati alla fotografia di viaggio in meravigliosi Paesi lontani ed esperienze indimenticabili, potrai scoprire di essere un vero internauta.

Gli Internauti sono viaggiatori dell’interiorità: esploratori che scelgono di navigare le acque della coscienza più che le geografie del mondo. Gli internauti sanno che possono fotografare il mondo attraverso lo specchio semitrasparente della loro anima che gli permette di osservare contemporaneamente se stessi e il mondo che li circonda. Per gli Internauti, il viaggio più bello è quello verso l’interno.

Se anche tu hai una tuta da Internauta o vuoi indossarla per un giorno, in questo contest troverai 47 LUOGHI da raccontare, 47 temi, 47 modi di guardarti dentro per raccontare il mondo che ti circonda.

COME FUNZIONA

Abbiamo individuato 47 “Luoghi”, intesi come temi aperti di uno stimolante contest fotografico che vedrà le foto migliori far parte della performance.
Ogni “Luogo” è da trattare come una forma metaforica è un “luogo dell’anima” e non un luogo fisico o una destinazione ed è accompagnato da una breve suggestione visiva (chiamala sottotitolo se preferisci), pensata per attivare la tua interpretazione ma senza vincoli interpretativi. Suggerimento: non “fermarti” al titolo del LUOGO, leggi la descrizione sotto, é quella che ti da la vera tematica da trattare e che amplia il concetto, lo rende concreto e “fotograficamente realizzabile”

  • Ciascun Autore può inviare al massimo UNA foto per ciascun Luogo

  • Si può partecipare al contest con una o più immagini inviando fino a un massimo di 47 fotografie (comunque non più di una per ogni Luogo)

  • Se uno o più Luoghi (temi) non trovano il tuo interesse non ci sono problemi, puoi partecipare a tutti gli altri che stimolano la tua sensibilità
  • Sarà selezionata solo UNA FOTO per ciascun Luogo per la performance live

I temi sono volutamente aperti, evocativi, non descrittivi.
Saranno particolarmente apprezzate immagini oniriche, allusive, poetiche, simboliche, ma non esiste uno stile giusto o sbagliato.

Le fotografie possono essere:

  • realizzate in qualunque momento

  • in qualunque luogo

  • con qualunque tecnica, anche con AI

  • NON è necessario che siano state scattate durante un nostro Viaggio Fotografico
laguna
Foto: © Roberto Moreschi

I LUOGHI (concettuali) da cercare in archivio e inviare:

NB: il LUOGHI 2 e 36 sono entrambi “luogo della città alta”, NON si tratta di un errore, se infatti leggi la descrizione sotto ciascuno di essi, vedrai che ci sono 2 accezioni diverse dello stesso concetto.

  1. luogo del viaggiatore
    Un’attesa notturna. Una soglia da attraversare. Presenza senza volto.
  2. luogo della città alta
    Uno spazio dove la luce alleggerisce. Uno sguardo che sale.
  3. luogo del giardino d’ombra
    Un luogo raccolto. Luce riflessa, filtrata, trattenuta.
  4. luogo dell’erba
    Qualcosa che cresce dove non dovrebbe.
  5. luogo dell’acqua
    Un lento avanzare. Tracce che scompaiono.
  6. luogo della città anecumene
    Spazi disabitati. Tracce umane senza presenza.
  7. luogo dell’attesa
    Un tempo fermo. Nessuna azione.
  8. luogo della città spettrale
    Architetture vuote. Aria immobile. Segni di ciò che non c’è più.
  9. luogo della città giunglale
    Strutture invase. Natura che riconquista.
  10. luogo della casa che ride
    Un interno abitato dalla memoria. Luce domestica.
  11. luogo del fiume
    Acqua che accoglie. Presenze che si avvicinano.
  12. luogo della crisalide
    Un passaggio. Qualcosa che sta cambiando.
  13. luogo del solitario viandante
    Un incontro inatteso. Uno sguardo che parla.
  14. luogo dei giorni di polvere
    Cammino arido. Corpi e gesti nella luce secca.
  15. luogo del treno ipnotico
    Troppo di qualcosa. Stratificazione.
  16. luogo del treno che arriva
    Una comparsa improvvisa. Luce che irrompe.
  17. luogo della vergogna
    Essere visti. O sentirsi visti.
  18. luogo della smania
    Irrequietezza. Un gesto che non trova quiete.
  19. luogo del nemico
    Una presenza ostile. Uno sguardo che ferisce.
  20. luogo dei fiori calpesti
    Bellezza violata. Fragilità sotto pressione.
  21. luogo dell’ultima pagina
    Un gesto conclusivo. Scrivere per trattenere.
  22. luogo della bara
    Un peso condiviso. Un movimento faticoso.
  23. luogo del sentimento di morte
    Una familiarità silenziosa. Spazi chiusi e umidi.
  24. luogo della gipsoteca
    Figure immobili. Corpi sospesi nel gesto.
  25. luogo dell’annebbiata cordigliera
    Una soglia di pietra. Essere vivi tra i morti.
  26. luogo dei passi prediletti
    Percorsi ripetuti. Spazi scelti.
  27. luogo delle stanze nascoste
    Un rifugio interno. Silenzio sorvegliato.
  28. luogo del fraintendimento
    Un suono ambiguo. Dubbio percettivo.
  29. luogo del raccoglitore di conchiglie
    Un gesto lento. Raccolta senza meta.
  30. luogo delle congetture
    Salire senza certezza. Visioni possibili.
  31. luogo della nuova nascita
    Occhi chiusi. Attesa prima della luce.
  32. luogo dei solitari petricoli
    Segnali minimi. Comunicazione elementare.
  33. luogo del disorientamento
    Mappe imperfette. Tempo senza riferimenti.
  34. luogo dell’unica possibilità
    Incontro decisivo. Riconoscersi nello sguardo.
  35. luogo del sospetto
    Diffidenza. Restare nel buio.
  36. luogo della città alta
    Una visione luminosa e distante. Un luogo desiderato, intuito, mai pienamente raggiunto.
  37. luogo del vizio assurdo
    Attrazione irresistibile per la luce.
  38. luogo delle allegorie
    Figure simboliche. Realtà trasfigurata.
  39. luogo della piota di sabbia
    Un mondo in miniatura. Deserto abitato.
  40. luogo delle maiuscole
    Concetti incarnati. Forze primarie in scena.
  41. luogo dell’amore sacro e profano
    Tensione tra corpo e trascendenza.
  42. luogo delle fugaci metamorfosi
    Identità che cambiano. Trasformazioni improvvise.
  43. luogo del pensiero triste
    Memoria che ritorna. Gioia assente.
  44. luogo dei travestimenti
    Maschere quotidiane. Ambiguità del gesto.
  45. luogo della delusione
    Ritorno alla materia. Luoghi spogli.
  46. luogo della tristezza sublime
    Consapevolezza. Vedere oltre lo sguardo.
  47. luogo del ragazzo d’ascensore
    Interruzione improvvisa. Risveglio.
Mare
Foto: © Tina Salipante

MODALITÀ DI INVIO E SCADENZA

Le fotografie devono essere inviate in alta risoluzione, in formato .jpg entro e non oltre domenica 1 marzo 2026 a: info@viaggiofotografico.it

Il nome del file deve avere necessariamente questa struttura: numerodelluogo.nome.cognome.jpg (esempio: 12.mario.rossi.jpg oppure: 38.giovanni.verdi.jpg) Con il numero del luogo potremo individuare facilmente a quale argomento attribuire il tuo scatto.

Per inviare le foto puoi usare la normale email o SwissTransfer.

BUONA RICERCA A TUTTI, non vediamo l’ora di rivedervi a Roma.

Un caro saluto
Simona e Roberto

Foto: © Nelly Schneider

Colorno Photo Life 2025

All’Aranciaia di Colorno dal 26 settembre 2025

Dal 26 settembre al 2 novembre 2025, l’Aranciaia di Colorno, edificio storico di grande fascino e sede del Museo MUPAC, accoglierà la 16ª edizione del ColornoPhotoLife, festival fotografico che da anni riunisce fotografi professionisti, autori emergenti e appassionati di fotografia.

NOI DI VIAGGIO FOTOGRAFICO SAREMO PRESENTI DOMENICA 28 SETTEMBRE ALLE ORE 11,00 CON UN TALK CHE FAREMO PROPRIO NELL’ARANCIAIA, siete tutti invitati con ingresso gratuito.

Il tema scelto per quest’anno è:
“Memorie: ciò che è stato, ciò che resta, ciò che resterà”.
Un invito a esplorare il legame tra fotografia e memoria, tra storia e visione. Le immagini diventano testimonianza del tempo, custodi di emozioni, tracce di un passato che continua a dialogare con il presente e a immaginare il futuro.

ColornoPhotoLife non è solo un festival di mostre – anche se saranno 11 le esposizioni fotografiche allestite – ma un vero e proprio luogo d’incontro e confronto, un’esperienza immersiva che attraversa linguaggi visivi, generazioni, culture e sensibilità.

In questo spazio unico, nel cuore della Bassa Parmense, la fotografia si fa racconto collettivo e intimo allo stesso tempo. Un ponte tra epoche, persone e visioni che si intrecciano tra le sale dell’Aranciaia, trasformata per l’occasione in una grande galleria dove si incontrano la memoria e lo sguardo contemporaneo.

Un momento di letture portfoli
Lettura di portfoli con Fulvio Merlak

Un ponte tra generazioni e arte che respira nel territorio

Il festival si distingue per la sua capacità unica di creare dialoghi fertili tra i grandi maestri della fotografia e i giovani talenti emergenti, creando un’interazione creativa che guarda al futuro senza dimenticare le radici.

Un viaggio nel tempo attraverso l’obiettivo

IN ATTESA DEL FESTIVAL, A SETTEMBRE:

Settembre si apre al MUPAC con tre appuntamenti serali che intrecciano parole, immagini e memoria. Ogni venerdì, alle 21:30, la corte dell’Aranciaia di Colorno si anima con storie da ascoltare, vedere, ricordare.

Tre incontri speciali, per chi ama la narrativa d’autore, la fotografia come linguaggio e il potere evocativo dell’immagine:

  • Venerdì 5 settembre “Il vizio della memoria”
    Serata letteraria con Antonio Mascolo e Valerio Varesi, che dialogheranno su Prati Bocchi e sulle intricate vicende del commissario Soneri. Un’occasione unica per gli appassionati del giallo italiano e della letteratura che racconta territori e tensioni contemporanee.

  • Venerdì 12 settembre “Controluce – Storie di fotografie”
    Incontro con Marco Aldrighi, che guiderà il pubblico in un viaggio nel tempo attraverso lo sguardo fotografico. Un racconto di immagini che diventano memoria viva e narrazione visiva, capaci di fissare emozioni e dettagli che sfuggono alle parole.

  • Venerdì 19 settembre “Il sogno, il viaggio, il colore”
    Serata dedicata agli audiovisivi fotografici in omaggio a Ivano Bolondi, maestro e amico. Verranno proiettati nuovi lavori, digitalizzati da Denis Fornaciari del GAER, per restituire al pubblico la visione poetica di un autore che ha saputo raccontare il mondo con profondità e sensibilità.

Questi tre venerdì diventano parte integrante del percorso che porta al cuore del ColornoPhotoLife 2025, offrendo stimoli, visioni e storie capaci di ampliare il dialogo tra la fotografia, la scrittura e l’esperienza del vivere.

le sale nella regia di Colorno
le sale nella regia di Colorno con i talk di fotografia

Il cuore del festival dal 26 al 28 settembre 2025

Il festival proporrà un programma ricchissimo per ogni tipo di pubblico:

  • Mostre fotografiche: esposizioni di artisti di fama nazionale e internazionale, con opere inedite e progetti tematici che catturano l’essenza del tema annuale.
  • Workshop pratici e masterclass: occasioni per apprendere tecniche fotografiche innovative direttamente da maestri del settore.
  • Talk e tavole rotonde: momenti di confronto con esperti e professionisti per discutere il futuro della fotografia e le sfide del settore.
  • Sezione giovani talenti: uno spazio dedicato agli emergenti, con premi (fanzine – spazio portfolio) e opportunità di visibilità per nuovi fotografi.
Locandina ufficiale del Festival di Colorno
Locandina ufficiale del Festival di Colorno 2025

LE MOSTRE DEL COLORNOPHOTOLIFE

Dal 26 settembre al 2 novembre 2025, l’Aranciaia di Colorno si aprirà al pubblico con 11 mostre fotografiche, sei al piano terra e cinque negli spazi del MUPAC al piano superiore.
Le esposizioni, tutte inedite, interpretano il tema della memoria con linguaggi visivi innovativi: un percorso emozionale che attraversa storie personali, memorie collettive e riflessioni sul nostro tempo.

MISTER FANTASY

Al piano terra, il festival accoglie una delle mostre più attese:
“MISTER FANTASY. 50 anni di musica nelle fotografie di Carlo Massarini”.
Attraverso 100 immagini di grande formato, il celebre giornalista e conduttore televisivo ci accompagna in un viaggio straordinario nella musica dal vivo, tra fine anni ’60 e oggi.
Scatti tratti dai suoi due volumi più iconici – Dear Mister Fantasy 1969-1982 e Vivo dal Vivo 2010-2023 – documentano concerti, musicisti e momenti irripetibili, raccontando con empatia chi ha fatto la storia della musica contemporanea.

Mr. Fantasy non è solo il suo nome d’arte, ispirato ai Traffic, ma anche il titolo dello storico programma musicale che condusse negli anni ’80.
La mostra, curata da Ascanio Kurkumelis, restituisce il ritratto visivo di un’epoca, filtrato dallo sguardo di chi ha vissuto la scena musicale da protagonista.
Un patrimonio di immagini che racconta generazioni intere, unite da suoni, simboli e immaginari condivisi.

L’AMICO, GIOVANNINO GUARESCHI

A fianco, la mostra “L’amico, Giovannino Guareschi”, curata da Gigi Montali, presenta 60 fotografie in bianco e nero tratte dall’archivio privato di Alessandro Minardi.
Sono immagini intime, raccolte nella terra parmense che ispirò Don Camillo e Peppone, e offrono uno sguardo autentico sulla figura dello scrittore, sulla sua quotidianità e sul suo legame con il territorio.

In dialogo con questo racconto, la serie “Alla ricerca dell’anima dell’Oltretorrente di Parma” di Antonio Mascolo, curata da Silvano Bicocchi, propone 40 scatti realizzati tra il 2017 e il 2018.
L’autore, giornalista e viaggiatore, torna alle radici e osserva il quartiere dell’Oltretorrente con uno sguardo maturo, riscoprendo frammenti di realtà urbana tra identità e memoria.

Lo sguardo si apre poi alla collettiva “Quando la fotografia si accorse dello sport”, a cura dell’Archivio Fondazione 3M.
Attraverso 20 immagini storiche, la mostra ripercorre l’evoluzione del rapporto tra fotografia e movimento: dagli esperimenti pionieristici di Muybridge del 1878 fino alle riprese subacquee che hanno rivoluzionato la fotografia sportiva.

Chiude il percorso espositivo la mostra collettiva “Memorie da Cuba”, a cura di Laura Manione, che riunisce 100 fotografie sull’isola caraibica.
Le opere di Francesco Comello, Paolo Simonazzi, Simone Bacci, Stefano Anzola e gli scatti storici di Isabella Colonnello restituiscono una Cuba fatta di sguardi plurali, luoghi sospesi e vissuti raccontati con profondità.

Uno dei talk di Colorno Photo Life con Guido Harari e Loredana De Pace
Uno dei talk di Colorno Photo Life con Guido Harari e Loredana De Pace

Orari:

sabato e festivi 10-12.30 / 15-18.30. Ingresso: 10€, ridotto 8€ (soci Coop Alleanza 3.0, FIAF, residenti Colorno, over 65), gratuito under 14.

Al primo piano dell’Aranciaia, negli spazi del MUPAC, cinque mostre affrontano temi centrali della contemporaneità, intrecciando narrazione visiva e riflessione sociale.

Andrea Bettancini, vincitore di ColornoPhotoLife 2024, presenta “Spine”, un progetto intimo composto da 32 immagini che raccontano la storia di Zhanna e della sua valigia di memorie. Un viaggio visivo nel passato e nelle ferite che lascia, tra oggetti simbolici, ricordi tangibili e assenze che ancora parlano.

Fabio Domenicali, con “Teren Zielony”, porta invece uno sguardo sospeso tra due epoche.
Vincitore di Portfolio Italia 2024, Domenicali documenta due viaggi in Polonia, compiuti a 15 anni di distanza, restituendo un confronto tra paesaggi, identità e trasformazioni che attraversano tempo e memoria.

Con “Yes, we do”, Elisa Mariotti – vincitrice del Premio MUSA 2024 – affronta con precisione e sensibilità il tema della parità di genere nel lavoro. Il progetto osserva le dinamiche professionali con occhio analitico, restituendo dignità e visibilità a storie spesso trascurate.

A completare il percorso, la mostra “NET-ZERO TRANSITION” di Simone Tramonte (vincitore del Premio Umane Tracce 2024) offre una riflessione potente e attuale sulla transizione ecologica.
Attraverso la fotografia, Tramonte racconta progetti, tecnologie e persone che lavorano per costruire un futuro più sostenibile, tra sfide ambientali e nuove possibilità.

Infine, la collettiva “Memorie di Viaggio”, a cura del Travel Tales Award (TTA), propone una selezione dei migliori progetti internazionali dedicati al racconto di viaggio.
Un mosaico di visioni autoriali che esplora luoghi, incontri e trasformazioni, dove il viaggio si fa narrazione intima e universale.

Orari: sabato e festivi 10-12.30 / 15-18.30. Ingresso libero

Le mostre di altissimo livello dell'Aranciaia di Colorno, questa era Tina Modotti
Le mostre di altissimo livello dell’Aranciaia di Colorno, questa era Tina Modotti

MOSTRE DIFFUSE SUL TERRITORIO

Anche quest’anno, ColornoPhotoLife si espande oltre i confini dell’Aranciaia, abbracciando l’intero territorio con nuove connessioni tra fotografia, paesaggio e comunità locali.

Infatti, il festival coinvolgerà numerose location, ognuna con un ruolo specifico all’interno del programma. Dalla Venaria alla Sala Juventus, che ospiterà i 12 laboratori DiCult della FIAF, frutto di un anno di approfondimento tematico, fino agli spazi commerciali di Colorno, che diventano essi stessi gallerie temporanee, il percorso espositivo si apre al pubblico in forme sempre più inclusive.

Inoltre, il festival si estende fino al fiume Po, simbolo geografico e culturale della zona, e coinvolge realtà come l’Università di Parma, sede di mostre e incontri. Non solo Colorno, ma anche i comuni vicini, come San Polo di Torrile e Sorbolo, ospiteranno mostre fotografiche diffuse, in un dialogo continuo tra arte e territorio.

Per questo motivo, ColornoPhotoLife si conferma non solo un evento artistico, ma anche un progetto culturale radicato nel paesaggio, capace di valorizzare il patrimonio storico, naturale e umano di un’intera area. Così, la fotografia diventa il filo conduttore di un’esperienza collettiva, che unisce linguaggi diversi e restituisce centralità ai luoghi.

PROGRAMMA INCONTRI & CONFERENZE

Weekend Clou del festival: 26-28 Settembre 2025

Venerdì 26 settembre

ore 21:00 inaugurazione con presentazione di tutte le mostre e proiezione Audiovisivi di: Gianni Rossi, Claudio Tuti e Gigi Montali

Sabato   27 settembre

  • dalle 10 alle 12:30 e dalle 15 alle 18 al MUPAC apertura tavoli premio di lettura Portfolio “Maria Luigia”  “PORTFOLIO ITALIA” e  lettura fanzine “READ-ZINE”
  • Ore 10:00: inaugurazione mostre fotografiche dei laboratori del dipartimento cultura al cinema Juventus e Venaria con visita guidata con il Team Di Cult della FIAF
  • Dalle 14:30 alle 18: AV Lab alla Reggia di Colorno – Laboratorio audiovisivi fotografici con Gianni Rossi e Lorenzo Davighi
  • Ore 15:30 in Aranciaia: visita guidata alle mostre con Silvano Bicocchi
  • Dalle 18:00 alle 19:30 allo spazio centrale MUPAC: talk con Carlo Massarini “Mister Fantasy, 50 anni di musica e fotografie”

Domenica 28 settembre

  • Dalle 9:30 alle 13:00 al MUPAC: apertura tavoli premio di lettura Portfolio “Maria Luigia” – “PORTFOLIO ITALIA
  • Ore 10:30, visita guidata alle mostre con Loredana De Pace e Askanio Kurkumelis
  • Ore 11:00 – 12:30, spazio Book Shop Incontro con “ViaggioFotografico.it” presentazioni editoriali e info viaggi fotografici
  • Ore 15:00,spazio centrale MUPAC, presentazioni editoriali:
  • 15:00 15:30   “I sentieri dei ricordi” di Olimpia Pino, (Università degli studi – Parma)
  • 15:30 16:00   “Miei Cari” di Monica Pittaluca a cura di Loredana De Pace
  • 16:00 16:30   “UMBRATILE” di Silvio Canini a cura di Antonella Monzoni
  • 16:30 17:00   “Di Miele e Di Fiele” di Iara Di Stefano a cura di Laura Manione
  • 17:00 18:00   Presentazione del fotografo Pino Ninfa a cura di Loredana De Pace
  • Ore 18:00 Premiazione Portfolio “Maria Luigia” e fanzine Read-Zine
Lo Staff del Colorno Photo Life
Lo Staff del Colorno Photo Life in posa nei locali dell’Aranciaia

OTTOBRE: Fotografia

Venerdì 3 ottobre

  • ore 21:30 presso il MUPAC,concerto Rock acustico con il gruppo,  “Seba & i Rab4”

Sabato 4 ottobre

  • ore 15,00 / 16,00 Talk – La fotografia di Viaggio Autoriale con Sonia Pampuri, che presenta la collana Travel Diaries con il nuovo titolo Antarctica di Raffaello Merli (sarà presente l’autore)
  • ore 16,00 / 17,00 Presentazione fanzine Cities Khumb Mela, con Angelo Cucchetto
  • ore 17,00 / 18,00 Presentazione magazine CITIES con Angelo Cucchetto e Sonia Pampuri
  • ore 18,00  Proclamazione vincitori del premio Fanzine Review (call attiva fino al 15 settembre, https://www.photographers.it/bandi-call/fanzine-review/), con Angelo Cucchetto e Gigi Montali

Domenica 5 ottobre

  • dalle 9:00 alle 12:00 presso il MUPAC,  WorkShop sul ritratto con Ugo Baldassarre in collaborazione con  FotoElite
  • ore 10:00 visita guidata alla mostra TTA Memorie di viaggio, con Angelo Cucchetto e alcuni degli autori.

OTTOBRE: MUSICA E PAROLE

Il programma di ottobre espande l’orizzonte culturale del Festival con un ricco programma che intreccia fotografia, musica e presentazioni editoriali negli spazi del MUPAC.

Organizzazione

La 16ª edizione di ColornoPhotoLife è il risultato del lavoro corale di un team curatoriale altamente qualificato.
La direzione del festival è affidata ai consiglieri del Gruppo Fotografico Color’s Light, affiancati da figure professionali di grande rilievo come Silvano Bicocchi e Loredana De Pace, sotto la coordinazione di Gigi Montali, direttore artistico e presidente del gruppo.

Insieme, hanno saputo costruire un evento che unisce qualità culturale e accessibilità, mantenendo saldo il legame con il territorio e aprendosi a una visione nazionale e internazionale della fotografia contemporanea.

Inoltre, il festival si avvale di un’ampia rete di collaborazioni e sostegni, che ne rafforzano il valore culturale e organizzativo.
ColornoPhotoLife 2025 è realizzato con il patrocinio di:

  • FIAF – Federazione Italiana Associazioni Fotografiche
  • Comune di Colorno
  • Comune di Torrile
  • Provincia di Parma

In collaborazione con:

Con il sostegno di:

  • Fondazione Cariparma,
  • Regione Emilia-Romagna,
  • Comune di Colorno,
  • e le aziende Antica Grancia Benedettina, Coop Alleanza 3.0, Foto Elite, La Verde di Parma.

Musica, fotografia e memoria: una connessione profonda

«Sedici anni di ColornoPhotoLife: quest’anno esploriamo il potere universale della memoria, attraverso un elemento che ci accompagna da sempre, la musica», afferma Gigi Montali, direttore artistico del festival.

In effetti, come lui stesso sottolinea, la colonna sonora della nostra vita prende forma fin dall’infanzia, ma è soprattutto durante l’adolescenza che si radica profondamente in noi, diventando parte integrante della nostra identità.
Per questo motivo, l’edizione 2025 ha scelto di celebrare questo legame emotivo con una mostra principale dedicata a Carlo Massarini.
Massarini, noto al grande pubblico come Mister Fantasy, è una figura storica del giornalismo musicale italiano. Tuttavia, attraverso questa mostra, il festival ne rivela anche il talento meno conosciuto ma altrettanto potente: quello di fotografo sensibile e narrativo.

Inoltre, ColornoPhotoLife continua a distinguersi per la volontà di produrre mostre originali, sempre più spesso pensate e curate internamente.
Negli ultimi anni, questa scelta ha rafforzato l’identità del festival, contribuendo a renderlo riconoscibile e autonomo nel panorama nazionale.
Di conseguenza, l’edizione 2025 rappresenta un esempio concreto di progettualità culturale che guarda al futuro, pur rimanendo ancorata al valore evocativo delle immagini e alla forza dei ricordi condivisi.

ColornoPhotoLife 2025 non è soltanto un festival: è un’esperienza che trasforma il modo di guardare il mondo, unendo memoria, fotografia e arte in un dialogo profondo e universale.

Aggiornamenti:

Per ricevere aggiornamenti, approfondimenti e notizie su mostre, eventi e ospiti, ti invitiamo a visitare il sito ufficiale
👉 www.colornophotolife.it
e a seguire i canali social:
📷 Facebook e 📸 Instagram di ColornoPhotoLife.

Informazioni e contatti:

Colorno Photo Life 2025: 26 settembre – 2 novembre 2025
Aranciaia di Colorno – Museo MUPAC, Piazzale Vittorio Veneto 22, Colorno (Parma)
Sito web: www.colornophotolife.it
E-mail: info@colornophotolife.it
Facebook: @COLORNOPHOTOLIFE
Instagram: ColornoPhotoLife

 

Mike Brodie, fotografo nomade

Mike Brodie: uno di noi

Ogni viaggiatore che utilizza la fotografia come strumento narrativo dovrebbe conoscere il nome di Mike Brodie. Invece pur essendo “uno di noi” è un Autore praticamente sconosciuto in Italia. Il suo è stato un passaggio rapido e fulminante sulla scena della fotografia contemporanea, una parabola che, proprio per la sua brevità e spontaneità, ha lasciato un’impronta indelebile. Brodie non ha mai cercato la carriera artistica, non ha mai costruito un progetto con l’intento di essere pubblicato o celebrato.

Ritratto di un amico sul treno avvolto in un sacco a pelo
Sguardi intensi, immagini potenti, storie di vita raccontate in uno scatto. Foto © Mike Brodie

A mio avviso era anche piuttosto inconsapevole del valore estetico e narrativo di ciò che faceva, era un vero talento naturale: uno che impugnava la fotocamera e scattava seguendo il cuore e un geniale istinto creativo che uniti ad una incredibile capacità comunicativa gli permettevano di non attivare ragionamenti che gli avrebbero messo paletti mentali ad un racconto della libertà. “Ha fotografato la libertà prima ancora di sapere che stava facendo arte.”

Eppure, la coerenza poetica (e visiva) del suo sguardo, l’onestà con cui ha vissuto e documentato un mondo periferico e vagabondo, ne fanno un punto di riferimento imprescindibile per chi come noi, che siamo appassionati di viaggi e di fotografia, voglia affrontare la narrazione per immagini in modo autentico. Conoscere il lavoro di Mike Brodie significa interrogarsi sul senso stesso del viaggiare e dello storytelling: su cosa valga davvero la pena raccontare quando siamo in viaggio, sul concetto di libertà e su come mettere insieme tutto questo in un progetto narrativo coerente.

Ragazzo con il dito alzato in segno di ribellione
La sensazione di libertà raccontata con un sapiente uso del “mosso” e un gesto che abbatte tutte le regole – Foto: © Mike Brodie

Mike Brodie: il “Polaroid Kidd” che cercava se stesso sui treni

Michael Christopher Brodie, nato nel 1985 in Arizona, si è avvicinato alla pratica del freighthopping – ossia il viaggio clandestino a bordo di treni merci – all’età di 17 anni, durante la sua permanenza a Pensacola, Florida. Tutto iniziò nel 2004, come un percorso senza meta ma fortemente identitario, che lo ha condotto a percorrere oltre 50.000 miglia attraverso 46 stati degli Stati Uniti nell’arco di quattro anni senza mai pagare un biglietto. Ha scelto consapevolmente di abitare i margini della società statunitense, identificandosi con la sottocultura hobo e con il movimento crust punk, lontano dal conformismo urbano.

Ragazzi con una mappa in mano si interrogano su dove potrebbe portarli il treno sul quale si trovano
Ragazzi con una mappa in mano si interrogano su dove potrebbe portarli il treno sul quale si trovano. Foto © Mike Brodie

L’approccio fotografico di Mike Brodie ha preso forma attraverso una Polaroid SX‑70 ricevuta da un amico, con il quale ha iniziato una documentazione istintiva della comunità vagabonda di cui faceva parte. La “tribù della rotaia” è stata oggetto e soggetto di una rappresentazione intima, priva di costruzione, che mira a raccontare se stesso fotografando gli altri. La sua fotografia, in questa fase, è una sorta di diario personale attraverso cui raccontare a se stesso la storia della sua vita, influenzata più dalla quotidianità dell’esperienza vissuta che da codici visivi predefiniti e costruiti.

La vita scorre osservata dalla locomotiva
Il mondo osservato dalla locomotiva è una metafora del nostro passaggio nella vita. Foto: © Mike Brodie

Successivamente, la scelta di adottare una Nikon F3 con pellicola 35 mm (Kodak Portra 400 per i suoi toni caldi e la grande latitudine di esposizione e Fujifilm Superia per le sue rese più contrastate e colori saturi) lo portò ad un’evoluzione di tecnica e di stile verso una maggiore consapevolezza formale, senza mai compromettere l’autenticità emotiva dei soggetti ritratti.

Di se disse: «Sarei riuscito ad avvicinarmi molto di più se non avessi avuto quella dannata macchina fotografica davanti alla faccia… Ho semplicemente fotografato la mia vita.» – Mike Brodie

Mike Brodie con la nua Nikon F3 ritratto da qualcuno dei suoi amici
Mike Brodie con la nua Nikon F3 ritratto da qualcuno dei suoi amici

La poetica visiva di Mike Brodie

L’operato fotografico di Mike Brodie si colloca a pieno titolo in quella che potremmo definire antropologia visuale non convenzionale. Le immagini di Brodie restituiscono un’atmosfera densa di libertà percepita, vissuta in modo pregnante durante la sua adolescenza nomade. «Ha vissuto la fotografia come una fuga e l’ha lasciata quando stava per diventare una gabbia.»

Ragazzo si lancia tra due vagoni su un treno in corsa
Pochi Autori hanno espresso altrettanto bene la sensazione di movimento e di libertà. Foto: © Mike Brodie

L’accoglienza critica dell’opera di Mike Brodie da parte di autori quali Martin Parr ne ha evidenziato l’impatto per la sua aderenza visiva e affettiva ai contesti rappresentati, definendola «sfrontatamente romantica».

Alec Soth, tra i più influenti autori contemporanei, ha dichiarato: «Volevo davvero che questo libro non mi piacesse, ma sono stato completamente conquistato dalle immagini… Spero che questo libro venga ricordato per sempre.»

Brodie stesso, con disarmante semplicità, ha raccontato l’innesco della sua vocazione visiva: «Ho visto un libro di Steve McCurry… Ne sono rimasto ispirato… così sono andato per il mondo cercando di fare buone foto delle persone e dei luoghi che contavano per me.»

Un ragazzo da un ponte contempla il passaggio dei treni
Nostalgia della libertà. Foto: © Mike Brodie

Il ritiro e la scelta di una vita pratica

Nel 2009 Mike Brodie dopo soli 5 anni in cui si è dedicato alla fotografia lasciando una traccia indelebile del suo passaggio, ha deciso di intraprendere un percorso formativo radicalmente diverso da quello fotografico, iscrivendosi a una scuola professionale per meccanici diesel a Nashville. Dopo un anno di studi intensivi e formazione tecnica, ha conseguito il diploma nel 2010. Questa scelta ha segnato una svolta netta nella sua vita, allontanandolo dalla fotografia e inserendolo in una dimensione professionale concreta e pratica. Ha così iniziato a lavorare come meccanico per la Union Pacific Railroad a Oakland, in California, città nella quale risiede tuttora con sua moglie, la quale, a sua volta, lavora come conduttrice di treni. La loro vita quotidiana, costruita attorno alla dimensione ferroviaria, sembra continuare – sotto altra forma – il filo narrativo del viaggio che Brodie aveva esplorato fotograficamente negli anni precedenti.

2 ragazzi che dormono in pieno giorno lungo una desolata strada di campagna
La fine del nomadismo. Foto: © Mike Brodie

Nel 2013, con una dichiarazione che sconvolse tutti, affermò pubblicamente di voler abbandonare la fotografia e il suo percorso artistico che, pur offrendogli notorietà, non coincideva con le sue aspirazioni di autenticità e autonomia che gli avrebbe dato una vita più “borghese, normale”.

2 amiche dormono abbracciate
Occorre vivere in questo modo per scattare immagini come questa. Foto: © Mike Brodie

Pubblicazioni e riconoscimenti

Di Mike Brodie rimangono poche prove della sua brevissima quanto intensa produzione fotografica:

  • Tones of Dirt and Bone (2006, TBW): raccolta di Polaroid scattate nei primi anni di viaggio.
  • A Period of Juvenile Prosperity (2013, Twin Palms): il suo libro più famoso, con edizioni successive fino alla quinta. Include reportage di vita reale in viaggio.
  • Polaroid Kid (2023, Stanley/Barker): scatola con 50 riproduzioni delle prime Polaroid.
  • Failing (2024) e The Slack Trilogy (2025): continuano la serie della Polaroid Kidd.

Dove acquistarli online

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Anche Polaroid Kid: https://amzn.eu/d/hVzFHxh 

La copertina del libro The Polaroid Kid di Mike Brodie in vendita su Amazon
La copertina del libro The Polaroid Kid in vendita su Amazon

Mostre e rassegne in Italia

Dalle nostre fonti sembra che Mike Brodie abbia esposto solo una volta al SI Fest nel 2015 a Savignano sul Rubicone, ma la sua popolarità internazionale lo ha portato spesso su riviste italiane come Vogue Italia, che nel 2013 l’ha intervistato durante la mostra newyorkese e il lancio del libro.

Una ragazza con i capelli al vento si affaccia sporgendosi da un vagone merci
Tutto passa, a volte velocemente, il vento nei capelli di questa ragazza, come la carriera artistica di Mike Brodie

Viaggiare rimanendo a casa

Il vagabondaggio per Mike Brodie fonde l’imprevisto con l’identità e il tutto si plasma nel movimento che rende nelle sue fotografie. Il rumore metallico e stridente dei binari, la polvere e la luce incerta dei crepuscoli ferroviari diventano così la metafora dell’instabilità e della ricerca esistenziale.

Le sue (poche) pubblicazioni non vanno lette unicamente come opere fotografiche, ma anche come esercizi di autonarrazione e strumenti per ripensare il proprio rapporto con il mondo, anche da una condizione di immobilità. Aprire uno dei suoi libri o semplicemente osservare le sue foto in questo articolo è un invito a vivere la propria quotidianità con lo stesso spirito esplorativo e aperto con cui si attraverserebbe una terra sconosciuta pur rimandendo seduti sulla propria poltrona in casa.

Ragazzo dorme in un campo a pochi metri dai binari
Libertà è non avere regole, dormire dove capita, seguire i ritmi della natura e del caso.

Invito alla scoperta

L’opera di Mike Brodie è un invito a scattare e a viaggiare, ma è anche un invito ad osservare, a vivere la vita alla giornata, come capita, con consapevole lentezza e con una velocità passiva e involontaria, a scegliere una strada incerta con il cuore e la fotocamera sullo stesso binario, sapendo che spesso è proprio il non sapere dove si arriverà a rendere autentico il cammino.

Ragazzi si dividono le more raccolte in un cappello
Punti di vista in soggettiva, attenzione per i dettagli, questo caratterizza la poetica visiva di Mike Brodie

Questo viaggio visivo, profondamente biografico e al tempo stesso collettivo, è un’ode al nomadismo esistenziale, a quella forma di documentazione che non vuole spiegare il mondo ma viverlo, raccontarlo per frammenti, affidandosi all’istinto e alla sensibilità. È anche un richiamo implicito a riappropriarsi di un tempo proprio, sganciato dall’urgenza e dalla pianificazione, dove ogni incontro diventa racconto e ogni deviazione una possibile rivelazione.

Una testimonianza che incoraggia chi non ha smesso di interrogarsi, di osservare, di desiderare. È un invito a riprendere in mano la tua fotocamera per scrivere con la luce la tua narrazione, passo dopo passo, immagine dopo immagine, anche restando fermi – perché partire, in fondo, è uno stato della mente e non del corpo.

Ragazza attraverso il vetro sporco di un finestrino
Ragazze separate dal vetro lercio di un finestrino su un treno merci americano. Foto: Mike Brodie
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