Medina
Nell’aprile del 1997 feci un tour in Marocco partendo da Marrakech e la sua Medina. Di quel viaggio mi rimase impressa un’immagine che avevo scattato a Zagora: ritraeva una persona che camminava davanti ad un cartello che raccontava quanto tempo ci sarebbe voluto per arrivare a Timbouctou.

Sono tornato in Marocco 28 anni dopo, ma solo a Marrakech. Perciò la prima cosa che ho chiesto alla nostra capogruppo Simona è stata: “Anche se siamo solo a Marrakech, vorrei cercare di ritrovare almeno il cartello, se non anche la persona che ci camminava davanti”.

Marrakech è una città particolare: la parte racchiusa dalle mura assomiglia ad un grosso e unico suq. All’interno di essa si trovano tutti i luoghi più caratteristici di tale città (Piazza Jamaa el Fna, la Koutoubia, Palazzo El Badi) ed i vari mercati coperti che si articolano su numerose isole composte da viuzze e piazzette, ciascuna delle quali è dedicata ad attività specifiche: venditori di pelli, lana, spezie, fabbri, gioiellieri, tintori e chi più ne ha più ne metta!

La Medina
Ma la peculiarità che distingue Marrakech da ogni altra città è che, spesso, al di là di una porta si estendono dei labirinti costituiti da migliaia (sì proprio migliaia) di stradine, rendendo difficilissimo e quasi impossibile orientarsi al suo interno: anche un moderno GPS non riesce a dare la giusta posizione, vista la vicinanza di tali stradine. Una sera abbiamo dovuto girare in tondo per trovare un ristorante prenotato in un simile labirinto, anche se eravamo a pochi passi di distanza.

Anche se in questa zona non vi sono macchine, camminare per le viuzze di Marrakech è una vera impresa: a parte la mattina presto, tutte le vie si riempiono e, alle volte, bisogna fermarsi per poi riprendere il cammino a causa della massa di gente che si muove, dei motorini che sfrecciano a velocità impensabili, delle biciclette, delle carrozzelle con i cavalli. Insomma un po’ di tutto!

Anche se Simona è stata davvero comprensiva e, tra tutti i suoi compiti e le attività che erano in programma, non si è mai dimenticata di quanto le avevo chiesto aiutandomi nella mia ricerca, in breve mi sono reso conto che la mia richiesta era una pia immaginazione: era come cercare il famoso ago nel pagliaio.

Abbiamo girato in lungo e in largo la Medina incontrando donne, bambini, pedinando soprattutto gli uomini alla ricerca del signore ritratto a Zagora (o almeno di un suo sosia), ma niente da fare…solo l’ultimo giorno, in uno degli ultimi bazar che abbiamo visitato, sono riuscito a trovare almeno il cartello, riveduto e corretto in forma più moderna.

Missione compiuta a metà!

Foto belle e rappresentative di una città colorata e dinamica, ma dove tra l’altro non è semplice fotografare. Claudio sempre bravo a catturare il “momento”.