Le luci del nord: tra mito e fenomeno fisico
Le aurore boreali, dette anche luci del nord, appaiono di notte quando il cielo è buio. Sono come un balletto celestiale di luci che danzano nel cielo notturno, con una tavolozza di colori che vanno dal verde al blu e talvolta anche rosa e viola. Nei tempi antichi si pensava fossero dovute a degli spiriti o agli dei, ma oggi sappiamo che è un fenomeno dovuto al vento solare, all’elettromagnetismo e alla rifrazione della luce, ma resta sempre un enigma. Si possono anche inseguire le previsioni del tempo, le statistiche, l’indice Kp, ma lei ci riserverà sempre delle sorprese. L’aurora resta una dea e come tale volubile…va pregata con tutti i mezzi possibili.

Le condizioni necessarie per vederla
Vedere tale spettacolo non è semplice, in quanto diversi fattori devono coincidere: la zona geografica (a nord del circolo polare artico oppure a sud del circolo polare antartico), il periodo dell’anno (è necessario che ci sia la notte!), la condizione atmosferica (assenza di nuvole), la lontananza dalle sorgenti di luce artificiale e un’attività solare significativa.

La ricerca sul campo
Si tratta di cercare, di spostarsi da un punto all’altro della zona in cui siamo, percorrendo anche centinaia di chilometri cercando di trovare il posto ed il momento giusto.

Attesa, freddo e preparazione
Ci si deve imbottire di vestiti termici, poi bisogna puntare il nostro sguardo un po’ più su dell’orizzonte, in cerca delle stelle. Nel frattempo dovremo cercare di tenere i piedi un po’ sollevati da terra, per non sentirli ghiacciarsi mentre il freddo ti assale e ti fa venire voglia di rimandare l’impresa all’indomani.

L’indice Kp e l’inganno dell’apparenza
L’indice Kp è un grande aiuto, ma è solo negli ultimi, fatidici minuti che si scopre se la zona in cui siamo arrivati potrebbe andare bene o no. Ci può capitare che, non sapendo cosa cercare, potremmo anche avercela davanti e quasi non accorgercene. La puoi scambiare per una nuvola chiara, quando invece se la inquadri con una macchina fotografica digitale realizzi subito che è proprio lei. A occhio nudo appare grigia, quasi incolore, ma il monitor ci restituisce degli scatti chiaramente verdi: è quindi solo questa la famosa aurora per cui la gente fa dei lunghi viaggi? Questa nebbiolina appena percettibile?

La rivelazione
Poi appena iniziamo a dubitare, rapidamente, l’aurora si trasforma. Diventa molto simile ad una striscia di evidenziatore anche se piccola e raccolta; poi si fa sempre più ampia e grande fino a riempire la maggior parte del nostro campo visivo, per un tempo che può arrivare anche ad un’ora o più. Si assiste ad una danza delicata e infinita, dopo la quale ci si può sentire come ubriachi, sospesi nel vuoto, galleggianti quasi quanto i bagliori a cui avevamo assistito.

Esperienza diretta
Ho fatto diversi viaggi dedicati a questa ricerca e, dopo essermi spostato ed aver atteso inutilmente diverse notti, sono riuscito ad assistere a tale fenomeno.





