Cercando l’aurora

Le luci del nord: tra mito e fenomeno fisico

Le aurore boreali, dette anche luci del nord, appaiono di notte quando il cielo è buio. Sono come un balletto celestiale di luci che danzano nel cielo notturno, con una tavolozza di colori che vanno dal verde al blu e talvolta anche rosa e viola. Nei tempi antichi si pensava fossero dovute a degli spiriti o agli dei, ma oggi sappiamo che è un fenomeno dovuto al vento solare, all’elettromagnetismo e alla rifrazione della luce, ma resta sempre un enigma. Si possono anche inseguire le previsioni del tempo, le statistiche, l’indice Kp, ma lei ci riserverà sempre delle sorprese. L’aurora resta una dea e come tale volubile…va pregata con tutti i mezzi possibili.

Lunga strada in Lapponia alla ricerca delle Aurore Boreali
Foto: © Claudio Mantovani

Le condizioni necessarie per vederla

Vedere tale spettacolo non è semplice, in quanto diversi fattori devono coincidere: la zona geografica (a nord del circolo polare artico oppure a sud del circolo polare antartico), il periodo dell’anno (è necessario che ci sia la notte!), la condizione atmosferica (assenza di nuvole), la lontananza dalle sorgenti di luce artificiale e un’attività solare significativa.

Albergo con finestra panoramica per vedere l'Aurora Boreale
Foto: © Claudio Mantovani

La ricerca sul campo

Si tratta di cercare, di spostarsi da un punto all’altro della zona in cui siamo, percorrendo anche centinaia di chilometri cercando di trovare il posto ed il momento giusto.

Interno del nostro albergo con finestra panoramica per vedere l'Aurora
Foto: © Claudio Mantovani

Attesa, freddo e preparazione

Ci si deve imbottire di vestiti termici, poi bisogna puntare il nostro sguardo un po’ più su dell’orizzonte, in cerca delle stelle. Nel frattempo dovremo cercare di tenere i piedi un po’ sollevati da terra, per non sentirli ghiacciarsi mentre il freddo ti assale e ti fa venire voglia di rimandare l’impresa all’indomani.

Nell'attesa dell'Aurora ci si può scaldare in un bar
Foto: © Claudio Mantovani

L’indice Kp e l’inganno dell’apparenza

L’indice Kp è un grande aiuto, ma è solo negli ultimi, fatidici minuti che si scopre se la zona in cui siamo arrivati potrebbe andare bene o no. Ci può capitare che, non sapendo cosa cercare, potremmo anche avercela davanti e quasi non accorgercene. La puoi scambiare per una nuvola chiara, quando invece se la inquadri con una macchina fotografica digitale realizzi subito che è proprio lei. A occhio nudo appare grigia, quasi incolore, ma il monitor ci restituisce degli scatti chiaramente verdi: è quindi solo questa la famosa aurora per cui la gente fa dei lunghi viaggi? Questa nebbiolina appena percettibile?

Casetta con paesaggio artico per aspettare l'Aurora Boreale
Foto: © Claudio Mantovani

La rivelazione

Poi appena iniziamo a dubitare, rapidamente, l’aurora si trasforma. Diventa molto simile ad una striscia di evidenziatore anche se piccola e raccolta; poi si fa sempre più ampia e grande fino a riempire la maggior parte del nostro campo visivo, per un tempo che può arrivare anche ad un’ora o più. Si assiste ad una danza delicata e infinita, dopo la quale ci si può sentire come ubriachi, sospesi nel vuoto, galleggianti quasi quanto i bagliori a cui avevamo assistito.

La lunga attesa dei fotografi per vedere l'Aurora Boreale
Fotografi appostati con i treppiedi per vedere l’Aurora Boreale. Foto: © Claudio Mantovani

Esperienza diretta

Ho fatto diversi viaggi dedicati a questa ricerca e, dopo essermi spostato ed aver atteso inutilmente diverse notti, sono riuscito ad assistere a tale fenomeno.

Prime manifestazioni dell’aurora boreale appena visibili a occhio nudo
Foto: © Claudio Mantovani

Artica – Roberto Manfredi

Artica – Le isole Lofoten

lofoten

Isole Lofoten – Il termine “arcipelago” a me, e penso a molti altri, suggerisce infallibilmente la visione di spiagge tropicali che scendono in acque cristalline, costellate da palme inclinate che si protendono verso il mare.

isole lofoten

-Dove vai? -Alle isole Lofoten -Che bello! Non prendere troppo sole!
Raccomandazione nemmeno troppo stupida, perché alle Lofoten, per tutto il mese di giugno, ci sono 24 ore di sole al giorno. Sì, perché le Lofoten si trovano all’interno del circolo polare artico, dove, all’inizio dell’estate, si può vedere il sole di mezzanotte.

-Vai in marzo? Chissà che freddo!
-Davvero! Pensa che a Svolvær (che per inciso è la più antica città del circolo polare artico) la temperatura minima di marzo è in media di ben due gradi sotto zero! Ma non c’entra il riscaldamento globale: grazie alla Corrente del Golfo le Lofoten hanno la più grande anomalia di temperatura positiva al mondo rispetto alla latitudine. L’Islanda, ad esempio, si trova più a sud ma è molto più fredda!

norvegia

E grazie a queste singolarità che le Lofoten ci offrono qualcosa di unico, senza chiederci di morire di freddo. Paesaggi artici davvero singolari, dove si possono ammirare montagne innevate che si gettano nel mare, fiordi che si inoltrano nell’entroterra al punto che risulta difficile capire se si sta guardando il mare o un lago, vedute decorate da piccole città e dalle onnipresenti “rorbu”, le caratteristiche abitazioni su palafitte, sempre dipinte di rosso pompeiano.

logfoten

Ma le Lofoten non sarebbero magiche come sono se non ci fosse la dama verde. Le aurore boreali. Che qui si possono osservare in una situazione geoclimatica pressoché ideale. Arrivano quando vogliono, si offrono, danzano, danno al paesaggio, già fiabesco di suo, un pizzico di magia. E poi se ne vanno, lasciandoci senza fiato.

Foto e parole di Roberto Manfredi

Questa storia ha partecipato a Travel Tales Award 2022. Clicca sul link per partecipare anche tu alla nuova edizione.

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