Islanda Invernale

La bellezza dell’Islanda invernale

In un tempo in cui il viaggio è spesso ridotto a performance, e il paesaggio a sfondo per la presenza umana, questo portfolio nasce come una scelta contraria: togliere, sottrarre, sparire. Smettere di essere centro. In Islanda, nel cuore dell’inverno, ho lasciato che fosse la natura a parlare, a imporsi con la sua voce muta ma inesorabile. Le quindici fotografie qui raccolte sono frammenti silenziosi di un’esperienza che ha più a che fare con l’ascolto che con lo sguardo.

Fotografia da un drone di un laghetto vulcanico ghiacciato in Islanda
Foto: © Vincenzo Tomeo

Un viaggio fotografico per sottrazione

Le immagini non sono un diario di viaggio né una sequenza descrittiva. Sono visioni. Ogni scatto nasce dal desiderio di raccontare la selvaggia, primordiale bellezza islandese, senza interferenze. Il filo conduttore è il minimalismo: superfici spoglie, orizzonti sospesi, vuoti pieni di presenza. Il bianco delle bufere, il nero delle spiagge laviche, l’azzurro glaciale dell’acqua: colori essenziali, assoluti, come se il mondo qui si fosse ridotto all’osso per meglio farsi comprendere.

Grotta di ghiaccio in Islanda fotografata in inverno
Foto: © Vincenzo Tomeo

Paesaggi primordiali tra ghiaccio, lava e oceano

Alcune immagini ritraggono i paesaggi più iconici: una grotta di ghiaccio dal ventre blu trasparente, una cascata che scende come un sipario gelato, l’oceano che urla contro la costa in una tempesta senza tregua. Altre, invece, sono intimi dettagli: trame di ghiaccio millenario, bolle intrappolate, crepe, superfici di lava pietrificata, luci riflesse. Sono visioni quasi astratte, in cui la natura sembra diventare pittura o scultura. Macrocosmo e microcosmo si confondono.

Ghiaccio e forme astratte nella natura islandese
Foto: © Vincenzo Tomeo

In questo viaggio ho fotografato il silenzio, la distanza, il vento. Non c’è quasi mai figura umana prevalente. Non per disinteresse, ma per rispetto. L’uomo, qui, è minuscolo. E la fotocamera diventa strumento per accogliere, non per dominare. Ho cercato di farmi trasparente, per lasciare spazio alla presenza assoluta del paesaggio.

Minimalismo e silenzio nella fotografia dell’Islanda
Foto: © Vincenzo Tomeo

Fotografare il silenzio e la distanza

Ogni scatto vuole evocare un senso di sospensione. Guardare queste immagini è come trovarsi davanti a qualcosa di immenso, che ci guarda a sua volta, ma senza parole. È l’esperienza del sublime, che non ha bisogno di spiegazioni né di conquiste. Solo di resa.

Fotografia minimalista dell’Islanda in inverno
Foto: © Vincenzo Tomeo

L’esperienza del sublime

Questo portfolio è il racconto di un viaggio non verso un luogo, ma verso una percezione. È un invito a rallentare, a osservare, a lasciarsi svuotare per poter finalmente vedere. È l’Islanda invernale che ci attraversa, non il contrario.

Vincenzo Tomeo

Paesaggio invernale in Islanda tra ghiaccio e silenzio
Foto: © Vincenzo Tomeo

Cercando l’aurora

Le luci del nord: tra mito e fenomeno fisico

Le aurore boreali, dette anche luci del nord, appaiono di notte quando il cielo è buio. Sono come un balletto celestiale di luci che danzano nel cielo notturno, con una tavolozza di colori che vanno dal verde al blu e talvolta anche rosa e viola. Nei tempi antichi si pensava fossero dovute a degli spiriti o agli dei, ma oggi sappiamo che è un fenomeno dovuto al vento solare, all’elettromagnetismo e alla rifrazione della luce, ma resta sempre un enigma. Si possono anche inseguire le previsioni del tempo, le statistiche, l’indice Kp, ma lei ci riserverà sempre delle sorprese. L’aurora resta una dea e come tale volubile…va pregata con tutti i mezzi possibili.

Lunga strada in Lapponia alla ricerca delle Aurore Boreali
Foto: © Claudio Mantovani

Le condizioni necessarie per vederla

Vedere tale spettacolo non è semplice, in quanto diversi fattori devono coincidere: la zona geografica (a nord del circolo polare artico oppure a sud del circolo polare antartico), il periodo dell’anno (è necessario che ci sia la notte!), la condizione atmosferica (assenza di nuvole), la lontananza dalle sorgenti di luce artificiale e un’attività solare significativa.

Albergo con finestra panoramica per vedere l'Aurora Boreale
Foto: © Claudio Mantovani

La ricerca sul campo

Si tratta di cercare, di spostarsi da un punto all’altro della zona in cui siamo, percorrendo anche centinaia di chilometri cercando di trovare il posto ed il momento giusto.

Interno del nostro albergo con finestra panoramica per vedere l'Aurora
Foto: © Claudio Mantovani

Attesa, freddo e preparazione

Ci si deve imbottire di vestiti termici, poi bisogna puntare il nostro sguardo un po’ più su dell’orizzonte, in cerca delle stelle. Nel frattempo dovremo cercare di tenere i piedi un po’ sollevati da terra, per non sentirli ghiacciarsi mentre il freddo ti assale e ti fa venire voglia di rimandare l’impresa all’indomani.

Nell'attesa dell'Aurora ci si può scaldare in un bar
Foto: © Claudio Mantovani

L’indice Kp e l’inganno dell’apparenza

L’indice Kp è un grande aiuto, ma è solo negli ultimi, fatidici minuti che si scopre se la zona in cui siamo arrivati potrebbe andare bene o no. Ci può capitare che, non sapendo cosa cercare, potremmo anche avercela davanti e quasi non accorgercene. La puoi scambiare per una nuvola chiara, quando invece se la inquadri con una macchina fotografica digitale realizzi subito che è proprio lei. A occhio nudo appare grigia, quasi incolore, ma il monitor ci restituisce degli scatti chiaramente verdi: è quindi solo questa la famosa aurora per cui la gente fa dei lunghi viaggi? Questa nebbiolina appena percettibile?

Casetta con paesaggio artico per aspettare l'Aurora Boreale
Foto: © Claudio Mantovani

La rivelazione

Poi appena iniziamo a dubitare, rapidamente, l’aurora si trasforma. Diventa molto simile ad una striscia di evidenziatore anche se piccola e raccolta; poi si fa sempre più ampia e grande fino a riempire la maggior parte del nostro campo visivo, per un tempo che può arrivare anche ad un’ora o più. Si assiste ad una danza delicata e infinita, dopo la quale ci si può sentire come ubriachi, sospesi nel vuoto, galleggianti quasi quanto i bagliori a cui avevamo assistito.

La lunga attesa dei fotografi per vedere l'Aurora Boreale
Fotografi appostati con i treppiedi per vedere l’Aurora Boreale. Foto: © Claudio Mantovani

Esperienza diretta

Ho fatto diversi viaggi dedicati a questa ricerca e, dopo essermi spostato ed aver atteso inutilmente diverse notti, sono riuscito ad assistere a tale fenomeno.

Prime manifestazioni dell’aurora boreale appena visibili a occhio nudo
Foto: © Claudio Mantovani
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