Prima Assoluta, Viaggi in partenza

Etiopia tribale Omo Valley

Viaggio fotografico - Data di partenza Viaggio fotografico - Data di partenza Data Partenza 05/07/2026
Viaggio fotografico - Data di ritorno Viaggio fotografico - Data di ritorno Data Ritorno 17/07/2026
Viaggio fotografico - Partecipanti Viaggio fotografico - Partecipanti Partecipanti 10
Viaggio fotografico - Recensioni Viaggio fotografico - Recensioni Recensioni
Viaggio fotografico Accompagnatore del viaggio Gigi Montali

Grandissimo viaggiatore e fotografo attento e sensibile. Gigi Montali è Presidente di Colorno Photo Life, sicuramente uno dei più importanti festival fotografici in Italia, e ha viaggiato a lungo in tutto il mondo a caccia di fotografie e di racconti che ha poi raccolto all'interno di un bellissimo libro: Mondi Umani - Corsiero Editore. Grandi doti di leadership, ha organizzato insieme a Roberto Gabriele due edizioni del riuscito workshop di fotografia di teatro di strada "Dietro le Quinte la fotografia fa spettacolo".

A partire da € 4420 Richiedi informazioni
Un atlante vivente di antropologia Le etnie meglio conservate al mondo

La Valle dell’Omo

Questo Viaggio Fotografico nella valle dell’Omo in Etiopia è un’immersione profonda in uno dei territori antropologicamente più rilevanti del pianeta. La Valle del fiume Omo rappresenta un vero atlante umano vivente, dove comunità pastorali e agricole conservano sistemi sociali, rituali e codici estetici che altrove sono scomparsi o fortemente alterati.

Non è un viaggio di scoperta superficiale, ma un’esperienza umana strutturata, pensata per chi desidera comprendere e fotografare le etnie meglio conservate del mondo nel loro rapporto più diretto con il corpo, la terra, il bestiame, il rito e l’appartenenza tribale. Un percorso che richiede attenzione, rispetto, tempo e un pò di adattabilità alle situazioni, ma che restituisce immagini potenti e autentiche.

Donna di etnia Mursi con il suo tipico piattello labiale nella Valle dell'Omo in Etiopia
Donna di etnia Mursi con il suo tipico piattello labiale: un segno di riconoscimento e appartenenza. Foto: © Roberto Gabriele 2006

Il percorso

Il viaggio si sviluppa dal cuore urbano di Addis Abeba fino alle aree più remote del sud-ovest etiope, attraversando ambienti molto diversi tra loro: altopiani agricoli, foreste tropicali, savane e vallate fluviali e il percorso è costruito per essere funzionale alla fotografia. Faremo spostamenti lenti quando necessario, soste mirate, permanenze con tempi sufficienti nei villaggi per evitare un approccio fotografico frettoloso.

Ragazze Hamar sfilano durante la cerimonia del Salto del Toro
Ragazze Hamar sfilano durante la cerimonia del Salto del Toro. Foto:© Roberto Gabriele 2006

La parte etnica

Il cuore del viaggio è l’incontro con alcune delle etnie più significative e meglio conservate dell’Africa orientale: Surma (Suri), Mursi, Hamer, Karo, Nyangatom, Konso, Sidama.
Popolazioni che utilizzano il corpo come linguaggio: pitture corporee, scarificazioni, acconciature, ornamenti, segni di status e di passaggio.

Alcuni rituali, come il body painting, il pasto del sangue e le pratiche di scarificazione, riflettono una visione del mondo dura ma coerente con il sistema culturale delle comunità locali.

Il viaggio propone un confronto diretto e consapevole con forme di vita profondamente diverse dalle nostre.

Ragazze di etnia Hamar in Etiopia
Ragazze di etnia Hamar, le incontreremo nella Valle dell’Omo. Foto: © Roberto Gabriele 2006

La fotografia

Questo è un viaggio progettato da fotografi per fotografi.
La fotografia non è accessoria, ma centrale: ritratto ambientato, relazione soggetto-spazio, gestione della luce naturale, approccio al soggetto, costruzione di una narrazione coerente.

Il capogruppo Gigi Montali lavora come Coach fotografico sul campo, seguendo i partecipanti one to one direttamente durante le riprese. Attraverso osservazioni mirate e suggerimenti operativi aiuta ciascuno a migliorare composizione, lettura della scena e approccio al soggetto mentre si è ancora sul set.

Ogni sera è previsto un momento di revisione fotografica di gruppo, fondamentale per analizzare il lavoro svolto, correggere gli errori e dare continuità al racconto fotografico lungo tutto il viaggio.

Bambini giocano con fotocamere giocattolo in legno nella valle dell'Omo
La fotografia è un gioco da queste parti. Foto: © Roberto Gabriele 2006

La logistica

La logistica è pensata per garantire sicurezza, comfort compatibile con il contesto e massima operatività fotografica.
Gli spostamenti avvengono in veicoli 4×4, con un a bordo 3 persone per mezzo. In questo modo tutti hanno accanto un finestrino e non occorre stare con lo zaino fotografico sulle gambe durante gli spostamenti. Ci sarà anche un volo interno. Le sistemazioni alternano hotel selezionati e campo tendato attrezzato nelle aree più remote, con cucina da campo e staff dedicato.

La presenza di guide locali, scout e mediatori culturali è un elemento chiave per facilitare l’accesso ai villaggi e gestire correttamente le interazioni con le comunità ospitanti.

Aeroporto di Jinka con capre e persone a pochi metri dall'aereo in partenza
A Jinka l’aeroporto è in pieno centro del villaggio. Bestie e persone vengono allontanate per fare spazio all’aereo in fase di decollo e atterraggio. Foto© Roberto Gabriele 2006

Perché iscriversi a questo Viaggio Fotografico

I motivi sono tanti, te ne suggeriamo alcuni ma gli altri potrai trovarli facilmente. Questo non è un viaggio “esotico”, ma un’esperienza fotografica e antropologica strutturata che unisce contenuti forti, coaching fotografico e una logistica collaudata. Scoprire la Valle dell’Omo non significa solo tornare a casa con delle “belle foto”, ma scoprire cosa significhi raccontare l’essere umano attraverso la fotografia in uno spaccato di vera vita africana, senza filtri.

Sacro e Profano convivono tra la gente nelle case
Sacro e Profano convivono tra la gente. Foto: © Roberto Gabriele 2006

Addis Abeba
Addis Abeba
Jimma
Mizan Teferi
Kibish
Nyangtom
Turmi
Omorate
Kortcho
Key Afer
Konso
Arba Minch
Yirgalem
Hawassa
Addis Abeba
Una grande avventura off road in 4x4 Scopri il programma Day by Day
1 5 luglio 2026
Voli Italia - ADDIS ABEBA (- / - / -)
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2 6 luglio 2026
Arrivi e primo tour di ADDIS ABEBA (- / - / C)
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3 7 luglio 2026
ADDIS ABEBA - JIMMA (volo) - MIZAN TEFERI 240 km / 3h30’ (C/P/C)
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4 8 luglio 2026
MIZAN TEFERI - KIBISH 75 km (C/P/C)
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5 9 luglio 2026
KIBISH | i SURMA e il body painting (C/P/C)
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6 10 luglio 2026
KIBISH | pasto del sangue, DALLOTE, scarificazione (C/P/C)
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7 11 luglio 2026
KIBISH - NYANGATOM - TURMI 230 km / 8h (C/P/C)
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8 12 luglio 2026
TURMI - OMORATE - KORTCHO - TURMI 280 km/8h (C/P/C)
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9 13 luglio 2026
TURMI - KEY AFER - KONSO 290 km/7h (C/P/C)
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10 14 luglio 2026
KONSO - ARBA MINCH 90 km / 2h (C/P/C)
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11 15 luglio 2026
ARBA MINCH - YIRGALEM | i SIDAMA 320 km / 5h (C/P/C)
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12 16 luglio 2026
YIRGALEM - HAWASSA - ADDIS ABEBA - partenza 320 km (C/-/-)
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13 17 luglio 2026
arrivi in Italia e saluti finali
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Giorno 1 5 luglio 2026
Voli Italia - ADDIS ABEBA (- / - / -)

Ritrovo negli aeroporti di Roma o Milano per le operazioni di check-in e partenza con volo internazionale verso Addis Abeba. Per chi parte da altri aeroporti ci si incontrerà comunque al gate di imbarco. All'arrivo previsto al mattino successivo ci incontreremo con il gruppo al completo nell’aeroporto di Addis Abeba.

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Giorno 2 6 luglio 2026
Arrivi e primo tour di ADDIS ABEBA (- / - / C)

Arrivo al mattino nella capitale dell’Etiopia e incontro con lo staff locale. Trasferimento in hotel per deposito bagagli, quindi inizio delle visite in città.

Prima tappa al Museo Nazionale dell’Etiopia, con particolare interesse per i reperti archeologici e i resti di Lucy. Si prosegue con il Museo Etnografico, ospitato nell’ex palazzo imperiale, con collezioni legate alle culture del Paese e agli ambienti di Hailé Selassié. Pranzo in corso di visite.
Nel primo pomeriggio ingresso alla Chiesa di San Giorgio. Conclusione della giornata con aperitivo nel nuovissimo e strabiliante centro direzionale di Addis Abeba con locali alla moda e grattacieli che non ti sembrerà di essere in Africa.

In serata prima revisione fotografica con il capogruppo, cena e pernottamento in hotel.

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Giorno 3 7 luglio 2026
ADDIS ABEBA - JIMMA (volo) - MIZAN TEFERI 240 km / 3h30’ (C/P/C)

Partenza di buon mattino da ADDIS ABEBA e trasferimento in aeroporto per il volo interno verso Jimma, antica capitale del regno di Kaffa e centro storico di una delle regioni più fertili dell’Etiopia.

All’arrivo si prosegue via terra in direzione di Mizan Teferi, attraversando un’area rurale di grande interesse visivo: piccoli villaggi ordinati, mercati locali lungo la strada e un paesaggio dominato da piantagioni di caffè e tè, elementi ideali per un primo lavoro fotografico sul rapporto tra territorio e vita quotidiana.
Pranzo in corso di trasferimento.

Arrivo a MIZAN TEFE

Nel tardo pomeriggio. In serata la nostra revisione delle immagini della giornata con il capogruppo, quindi cena e pernottamento in hotel.

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Giorno 4 8 luglio 2026
MIZAN TEFERI - KIBISH 75 km (C/P/C)

Dopo la colazione partenza da MIZAN TEFERI in direzione di Kibish. La pista, inizialmente immersa nella foresta tropicale, attraversa un ambiente naturale in rapido mutamento: la vegetazione si apre progressivamente lasciando spazio alla

Durante il trasferimento sono frequenti le occasioni fotografiche legate al paesaggio e alla vita rurale: villaggi isolati, scene di transito lungo la pista, presenza umana discreta ma costante, utile per costruire un primo racconto visivo dell’area sud-occidentale della Valle dell’Omo.
Pranzo al sacco lungo il percorso.

Arrivo a KIBISH nel pomeriggio e sistemazione nel campo tendato. L’ambiente è remoto e privo di riferimenti urbani: uno scenario ideale per lavorare con calma sull’osservazione e sull’approccio fotografico in vista dei giorni successivi.
In serata ci sarà la consueta <strong>revisione delle foto con Gigi Montali, momento utile per allineare metodo, linguaggio visivo e aspettative. Cena e pernottamento in tenda.

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Giorno 5 9 luglio 2026
KIBISH | i SURMA e il body painting (C/P/C)

Partenza al mattino presto dal campo di KIBISH per un breve trekking verso il villaggio di Kurum, disposto sui due versanti della valle utilizzata per il pascolo delle greggi. Il percorso segue in parte il corso del fiume Kibish, offrendo un contesto naturale essenziale e poco antropizzato.

La giornata è dedicata all’incontro con i Surma e alla cerimonia del body painting, pratica centrale nella loro cultura visiva. I corpi vengono decorati con un impasto di acqua e caolino, sul quale vengono tracciati con le dita motivi grafici sempre diversi: segni, geometrie e campiture che trasformano il corpo in superficie narrativa. Le attività si svolgono senza una vera e propria messa in scena, permettendo un lavoro fotografico basato sull’osservazione, sul dettaglio e sul rapporto diretto con i soggetti.

Pranzo al sacco. Il pomeriggio prosegue tra diverse sessioni di decorazione corporea e vita quotidiana del villaggio.
Rientro al campo nel tardo pomeriggio. In serata come sempre faremo la revisione con il capogruppo, quindi cena e pernottamento in tenda.

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Giorno 6 10 luglio 2026
KIBISH | pasto del sangue, DALLOTE, scarificazione (C/P/C)

Dopo la colazione ci muoveremo a piedi per un breve trekking verso le stalle collocate sulle colline che circondano KIBISH. Qui assisteremo alla cerimonia del pasto del sangue, che si svolge nelle prime ore del mattino prima dell’uscita delle mandrie al pascolo. Osserveremo e fotograferemo una pratica centrale nella vita dei giovani allevatori Surma, legata alla forza fisica, alla crescita e al rapporto con il bestiame.

Rientreremo quindi al campo e, con i veicoli, raggiungeremo il villaggio di Dallote, disposto anch’esso sui due versanti opposti della valle di pascolo. Il villaggio è formato da capanne circolari abitate da singole famiglie, immerse in uno spazio segnato da elementi funzionali alla vita pastorale: paletti infissi nel terreno con corde e cappi per legare gli animali al rientro, e piccoli crateri utilizzati per bruciare sterco secco, creando fumo per tenere lontane le zanzare anofele in questa zona malarica. Tutti elementi che contribuiscono a costruire un racconto fotografico coerente sul rapporto tra ambiente, uomini e animali.

Pranzo al sacco.

Nel pomeriggio rientreremo a Kibish per assistere alla cerimonia della scarificazione: per i guerrieri Suri segno di valore ed eroismo, mentre per le donne rappresenta una pratica decorativa applicata su spalle, braccia e ventre. Un momento delicato e significativo, da affrontare con attenzione e consapevolezza fotografica.

In serata rientro al campo, revisione delle immagini con il capogruppo, quindi cena e pernottamento in tenda.

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Giorno 7 11 luglio 2026
KIBISH - NYANGATOM - TURMI 230 km / 8h (C/P/C)

Dopo la colazione lasceremo KIBISH per una lunga giornata di trasferimento verso Turmi, attraversando una delle aree più isolate della Valle dell’Omo. Il percorso è impegnativo ma ricco di spunti visivi legati al paesaggio aperto, alle piste e alla presenza costante di pastori e mandrie.
Pranzo al sacco lungo il tragitto.

Durante il percorso effettueremo una sosta in un villaggio Nyangatom, popolazione agro-pastorale che vive lungo il basso corso del fiume Omo. Qui ci concentreremo sulla fotografia del villaggio e della sua gente: architetture semplici, recinti per il bestiame, oggetti della vita quotidiana e ritratti ambientati, con particolare attenzione ai segni distintivi, alle acconciature e alle relazioni tra individui e spazio.

Arrivo a Turmi nel tardo pomeriggio. La revisione delle immagini della giornata sarà un momento importante per riorganizzare il materiale prodotto e chiarire l’approccio al ritratto. Cena e pernottamento al lodge.
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Giorno 8 12 luglio 2026
TURMI - OMORATE - KORTCHO - TURMI 280 km/8h (C/P/C)

Dopo la colazione partiremo da TURMI in direzione di Omorate, area abitata dalle popolazioni che vivono in prossimità del Lago Turkana. La visita sarà dedicata all’osservazione e alla fotografia delle danze tradizionali, durante le quali i guerrieri indossano copricapi che richiamano la criniera del leone: un contesto forte dal punto di vista visivo, in cui lavoreremo su gesto, movimento e relazione tra corpo e ornamento.
Pranzo al sacco.

Nel pomeriggio ci sposteremo verso Kortcho, villaggio della popolazione Karo. Qui ci concentreremo su ritratti ambientati e dettagli legati all’estetica personale: acconciature elaborate, posture, segni corporei e interazione tra individui e spazio del villaggio, affacciato sul fiume Omo.

Nel tardo pomeriggio rientreremo a TURMI. La revisione delle fotografie sarà utile per confrontarci sui diversi approcci al ritratto etnico e per affinare la selezione delle immagini in vista dei giorni successivi. Cena e pernottamento al lodge.

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Giorno 9 13 luglio 2026
TURMI - KEY AFER - KONSO 290 km/7h (C/P/C)

Dopo la colazione visiteremo un villaggio Hamer, popolazione agro-pastorale nota per le elaborate decorazioni corporee e per una forte attenzione all’estetica personale. Ci concentreremo su ritratti ambientati, dettagli delle acconciature e segni ornamentali. La celebre cerimonia del salto del toro, che segna il passaggio all’età adulta, viene praticata in specifici periodi dell’anno; anche fuori dal rito, il villaggio offre numerosi spunti fotografici legati alla vita quotidiana.

Pranzo e proseguimento verso Key Afer.
All’arrivo incontreremo la popolazione Mursi, uno dei momenti più intensi del viaggio. Le donne utilizzano piattelli labiali in argilla come elemento estetico, mentre gli uomini presentano scarificazioni che raccontano il loro passato di caccia o di guerra: un contesto da affrontare con attenzione, rispetto e consapevolezza fotografica.

Nel pomeriggio riprenderemo il viaggio verso Konso Karat, dove arriveremo nel tardo pomeriggio. La revisione delle immagini della giornata ci aiuterà come sempre a rimettere ordine su tecnica e stile insieme a Gigi Montali. Cena e pernottamento in hotel.
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Giorno 10 14 luglio 2026
KONSO - ARBA MINCH 90 km / 2h (C/P/C)

Dopo la colazione visiteremo un villaggio dell’etnia Konso, popolazione di agricoltori nota per l’elaborato sistema di terrazzamenti che modella il paesaggio attorno agli insediamenti. La mattinata sarà dedicata a fotografie di villaggio, architetture tradizionali, relazione tra spazio abitato e ambiente agricolo.

A seguire partenza verso Arba Minch, con arrivo in tempo per il pranzo.
Nel pomeriggio escursione in barca sul Lago Chamo, il terzo lago più grande del Paese: occasione per lavorare su fotografia naturalistica e di paesaggio, con presenza frequente di uccelli acquatici, coccodrilli e ippopotami, oltre a scene di pesca locale lungo le rive.

Rientro al lodge nel tardo pomeriggio. La revisione delle immagini consentirà di fare un primo bilancio tra fotografia etnografica e naturalistica, chiarendo approcci e scelte visive.
Cena e pernottamento al lodge.

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Giorno 11 15 luglio 2026
ARBA MINCH - YIRGALEM | i SIDAMA 320 km / 5h (C/P/C)

Dopo la colazione lasceremo ARBA MINCH per dirigerci verso Yirgalem, attraversando l’altopiano meridionale dell’Etiopia. Il trasferimento consente di osservare un paesaggio agricolo più ordinato e densamente coltivato rispetto ai giorni precedenti.
Pranzo in corso di trasferimento.

All’arrivo a YIRGALEM effettueremo un breve trekking nella foresta che circonda il lodge, un’area nota per l’elevata biodiversità: oltre cento specie di uccelli popolano questa zona, offrendo buone opportunità per fotografia naturalistica e di dettaglio. A seguire visita a un piccolo villaggio di coltivatori di caffè dell’etnia Sidama, inserito all’interno della foresta, con possibilità di lavorare su scene di vita quotidiana e attività agricole.

In serata revisione delle immagini della giornata, utile per fare sintesi tra paesaggio, natura e presenza umana. Cena e pernottamento al lodge.

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Giorno 12 16 luglio 2026
YIRGALEM - HAWASSA - ADDIS ABEBA - partenza 320 km (C/-/-)

Dopo la colazione partiremo verso Hawassa, affacciata sull’omonimo Lago Hawassa, il più piccolo della Rift Valley etiope, situato nella caldera di un antico vulcano. Visiteremo il mercato del pesce lungo le rive del lago, contesto vivace e funzionale, ideale per fotografie di vita quotidiana, lavoro e interazione tra persone e ambiente. L’area ospita numerose specie di uccelli acquatici, alcune endemiche, osservabili lungo le sponde.

Si prosegue quindi via terra verso Addis Abeba. Pranzo in corso di trasferimento.
Nel pomeriggio tempo a disposizione per gli ultimi acquisti e per il relax, con camere in day use (una ogni due persone).

In serata cena in ristorante tipico con canti e balli tradizionali, quindi trasferimento in aeroporto per il volo di rientro verso l'Italia.

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Giorno 13 17 luglio 2026
arrivi in Italia e saluti finali Questa straordinaria esperienza di viaggio per adesso finisce qui, ma sarà solo un arrivederci: dopo le vacanze estive ci incontreremo di nuovo per l'ultima revisione che faremo on line di tutte le foto.
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Etiopia tribale Omo Valley

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    La Direzione Tecnica e la vendita del Viaggio sono curate dal nostro Tour Operator di fiducia:

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    Assicurazione integrativa facoltativa medico (spese mediche fino a 500.000€) / annullamento “all-risk” a partire da €       200

    • Prezzi in chiaro Quanto costa?
    • La Quota comprende Cosa offrite nel pacchetto di viaggio?
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    • Iscrizioni Come fare per iscriversi?
    • Piani di volo Come arrivare in Etiopia?
    • Alberghi
    • Clima e Abbigliamento Come sono i dati climatici e come organizzarsi?
    • FAQ Domande frequenti

    QUOTA TOUR CONFERMATO CON MINIMO 8 PARTECIPANTI

    Quota servizi in Etiopia per persona in camera doppia condivisa €    4.520
    Sconto PRENOTA PRIMA per prenotazioni entro il 26 marzo 2026 €      200
    Sconto PORTA UN AMICO* €      100

    Quota iscrizione €       100

    Supplementi facoltativi, costo per persona:

    Supplemento singola €       300

    Voli ET in classe economica (incluso bagaglio in stiva) a partire da €    1.250
    Assicurazione integrativa facoltativa medico (spese mediche fino a 500.000€) / annullamento “all-risk” a partire da €       210

    * PORTA UN AMICO: sconto di 100€ per chi iscrive contestualmente un’altra persona amica al viaggio, estendibile a tutti gli amici presentati ed iscritti allo stesso Viaggio Fotografico in fase di iscrizione.

    La quota comprende:

        • Viaggio Fotografico esclusivo di 13 giorni/10 notti in Etiopia
          Accompagnatore/fotografo Gigi Montali e assistenza sul posto
        • Coaching fotografico per tutta la durata del viaggio
        • Guida di viaggio scritta da Viaggio Fotografico (programma dettagliato, notizie, mappe, curiosità, approfondimenti culturali, gli orari per fotografare i monumenti, cenni storico / geografici / architettonici, tutorial fotografici e altro ancora)
          Trasporto e trasferimenti in veicoli 4×4 con autista (massimo 4 clienti per veicolo, con possibilità di accomodarsi accanto all’autista)
        • Sistemazione in hotel di categoria 4* ad Addis Abeba; categoria 3* nelle altre località (standard etiope) 
        • Sistemazione in tenda a Kibish (regione Surma)
        • Materiale da campo (escluso sacco a pelo e cuscini)
        • cucina da campo e cuoco (Kibish)
        • Camera in day use l’ultimo giorno prima di cena (16h/19h: 2 persone per camera)
        • Trattamento di pensione completa durante tutto il viaggio (dal pranzo del 6 luglio, alla cena del 16 luglio)
        • Acqua e una bevanda non alcolica inclusa a pranzo e a cena + tè o caffè
        • Visite ed escursioni previste dal programma
        • Ingressi a musei, chiese e monumenti durante le visite guidate ove previsti</span>
        • Guida parlante italiano o inglese con il gruppo durante l’intero viaggio 
        • Assistenza di ulteriori guide e scout locali</strong> nelle località in cui è necessario
        • Assicurazione medico (30.000€), bagaglio (1.000€) base

    La quota non comprende:

    • Voli da/per l’Italia e volo interno in Etiopia (quota indicata a parte)
    • Pasti non menzionati e bevande ai pasti 
    • Mance a guide ed autista
    • Extra di carattere personale
    • Visto d’ingresso in Etiopia (è attiva una piattaforma Internet governativa dedicata www.evisa.gov.et per richiedere il visto di ingresso per l’Etiopia; in alternativa esiste la possibilità di richiedere il visto all’arrivo presso l’Aeroporto di Addis Abeba “Bole”, procedura che tuttavia si sconsiglia, per evitare che eventuali problemi amministrativi o che l’assenza di requisiti finiscano con il portare al diniego dell’ ingresso, costo USD 50 da pagare all’arrivo, prezzo soggetto a variazioni)
    • Bevande alcooliche
    • Uso della fotocamera e videocamera nelle chiese, nei musei, nella ripresa di persone, abitazioni e cerimonie tradizionali
    • Supplemento in caso di conferma con 7 partecipanti € 340 per persona
    • Supplemento in caso di conferma con 6 partecipanti € 360 per persona
    • Assicurazione facoltativa integrativa medico (spese mediche 500.000€) / bagaglio (1.000€) / annullamento all-risk su richiesta
    • Tutto quanto non espressamente menzionato nella voce “la quota comprende”

    COME ISCRIVERSI AL VIAGGIO:

    Per essere ufficialmente iscritti al Viaggio Fotografico è necessario:

    1. RIEMPI IL FORM di richiesta informazioni IN QUESTA PAGINA
    2. Riceverai a stretto giro un preventivo personalizzato sulle tue esigenze e un contratto di viaggio dal nostro Tour Operator TiBiWorld
    3. Riceverai anche gli importi da pagare e tutte le altre info e documenti necessari per formalizzare la tua partecipazione
    4. Provvedi a quanto ti verrà richiesto e invia bonifico, ricevute, documenti ecc direttamente all’email che ti invieremo

    Perfetto, solo questo, non serve altro. BUON VIAGGIO! 😉

    Come sempre puoi partire da qualunque aeroporto a tua scelta, puoi inserire la tua preferenza nel form di iscrizione e ti invieremo un preventivo personalizzato. Giusto a titolo di esempio questi sono i voli che proponiamo da Roma e da Milano, ma possiamo creare un piano di volo completamente personalizzato sulle tue esigenze.

    Operativi voli consigliati Ethiopian Airlines (ET), non inclusi nella quotazione.

    Da Roma Fiumicino:

    • ET 713 05JUL Fiumicino-Addis Abeba 23.00 arrivo 05.40 del 6
    • ET 231 07JUL Addis Abeba-Jimma 07.55 arrivo 08.55
    • ET 712 17JUL Addis Abeba-Fiumicino 00.15 arrivo 05.45

    Da Milano Malpensa:

    • ET 737 05JUL Malpensa-Addis Abeba 23.40 arrivo 07.20 del 6
    • ET 231 07JUL Addis Abeba-Jimma 07.55 arrivo 08.55
    • ET 736 17JUL Addis Abeba-Malpensa 00.15 arrivo 05.50

    Per gli alberghi al momento ancora non abbiamo una lista di strutture, ma saranno strutture 3 e 4 stelle di tipo africano, senza grandi pretese.

    La cosa che invece ci teniamo a specificare che come vedi di seguito ci saranno alcune notti in campo tendato.

    Sistemazioni previste (o similari):

    • Addis Abeba da definire
    • Mizan Teferi da definire
    • Kibish campo tendato da definire
    • Turmi da definire
    • Konso da definire
    • Arba Minch da definire
    • Yirgalem da definire
    • Addis Abeba da definire

    Ecco il grafico con le medie climatiche annuali della Valle del fiume Omo (Etiopia):

    • Linee rosse e verdi: temperature massime e minime
    • Colonne azzurre: precipitazioni mensili

    Clima nella Valle dell’Omo – Inizio luglio

    A inizio luglio ci troviamo nel pieno della stagione umida nella Valle del fiume Omo. Le precipitazioni sono consistenti, con una media intorno ai 130 mm, distribuiti in frequenti rovesci, spesso concentrati nelle ore pomeridiane. Le temperature massime si aggirano sui 27°C, mentre le minime notturne scendono fino a 17°C, con un’umidità elevata che rende il clima caldo e opprimente soprattutto nelle zone più basse e lontane dalla vegetazione.

    Nonostante le piogge, il paesaggio si trasforma in un mosaico verde intenso che esalta i contrasti cromatici e offre condizioni eccellenti per la fotografia documentaristica e antropologica, specialmente durante le visite alle etnie come i Mursi, Hamer, Karo e Dassanech.


    Abbigliamento consigliato per inizio luglio nella Valle dell’Omo

    Per affrontare al meglio il clima tropicale umido:

    • Magliette tecniche traspiranti e a rapida asciugatura
    • Pantaloni leggeri anti-insetto
    • Camicia a maniche lunghe in tessuto tecnico per proteggersi dal sole e dagli insetti
    • Giacca antipioggia leggera (softshell o guscio impermeabile)
    • Cappello a tesa larga
    • Occhiali da sole
    • Scarpe da trekking impermeabili con buona aderenza (il terreno può essere fangoso)
    • Sandali tecnici per i momenti di relax
    • Spray antizanzare e repellenti cutanei
    • Sacca impermeabile o zaino con raincover per proteggere l’attrezzatura fotografica

    1. Che tipo di viaggio è questo?

    È un viaggio fotografico antropologico nella Valle dell’Omo, progettato per fotografare popolazioni tribali che conservano strutture sociali, rituali e codici estetici ancora attivi. Non è un tour turistico tradizionale, ma un’esperienza di osservazione, relazione e produzione fotografica consapevole.

    2. Serve esperienza fotografica avanzata?

    No. Il viaggio è adatto sia a fotografi esperti sia a chi ha una buona base tecnica. Il valore aggiunto è il coaching fotografico continuo, che permette a ciascun partecipante di lavorare sul proprio livello e sui propri obiettivi.

    3. Che tipo di fotografia si pratica?

    Principalmente ritratto etnografico, fotografia di relazione, reportage antropologico e storytelling visivo. Si lavora su luce naturale, composizione, gestione del soggetto e costruzione di una narrazione coerente nel tempo.

    4. Chi accompagna il viaggio?

    Il viaggio è accompagnato da Pier Luigi Montali, fotografo e coach, affiancato da guide locali e staff sul posto. Il suo ruolo è seguire i partecipanti sul campo, direttamente durante le sessioni di scatto.

    5. Come funziona il coaching fotografico?

    Il coaching è one to one, direttamente sul set: osservazione, suggerimenti operativi, lettura della scena e supporto alle scelte compositive. Ogni sera è previsto un momento di revisione fotografica di gruppo, fondamentale per analizzare il lavoro svolto e migliorare giorno dopo giorno.

    6. Quali etnie si incontrano durante il viaggio?

    Il viaggio permette l’incontro con alcune delle popolazioni più significative dell’Africa orientale: Hamar, Mursi, Surma (Suri), Karo, Nyangatom, Konso e Sidama. Ogni incontro avviene con mediazione locale e nel rispetto dei contesti culturali.

    7. I rituali osservati sono messi in scena?

    No. I rituali e le pratiche osservate (body painting, scarificazioni, cerimonie legate al bestiame) fanno parte della vita reale delle comunità. L’approccio è documentaristico e rispettoso, senza forzature o ricostruzioni artificiali.

    8. Che livello di comfort è previsto?

    Il viaggio alterna hotel selezionati e campo tendato attrezzato nelle aree più remote. Il comfort è adeguato al contesto africano, con particolare attenzione alla sicurezza, alla logistica e alla continuità del lavoro fotografico.

    9. È un viaggio fisicamente impegnativo?

    Richiede adattabilità, spirito di gruppo e una buona predisposizione agli spostamenti lunghi. Non sono previste attività fisiche estreme, ma le giornate possono essere intense e svolgersi in ambienti remoti.

    10. Perché scegliere questo viaggio rispetto ad altri in Etiopia?

    Perché è un progetto costruito specificamente per la fotografia, con tempi adeguati, accesso mediato alle comunità, coaching reale sul campo e una forte attenzione agli aspetti antropologici. È un viaggio pensato per chi vuole tornare con immagini solide e consapevoli, non solo suggestive.

    Descrizione

    La Valle dell’Omo

    Questo Viaggio Fotografico nella valle dell’Omo in Etiopia è un’immersione profonda in uno dei territori antropologicamente più rilevanti del pianeta. La Valle del fiume Omo rappresenta un vero atlante umano vivente, dove comunità pastorali e agricole conservano sistemi sociali, rituali e codici estetici che altrove sono scomparsi o fortemente alterati.

    Non è un viaggio di scoperta superficiale, ma un’esperienza umana strutturata, pensata per chi desidera comprendere e fotografare le etnie meglio conservate del mondo nel loro rapporto più diretto con il corpo, la terra, il bestiame, il rito e l’appartenenza tribale. Un percorso che richiede attenzione, rispetto, tempo e un pò di adattabilità alle situazioni, ma che restituisce immagini potenti e autentiche.

    Donna di etnia Mursi con il suo tipico piattello labiale nella Valle dell'Omo in Etiopia
    Donna di etnia Mursi con il suo tipico piattello labiale: un segno di riconoscimento e appartenenza. Foto: © Roberto Gabriele 2006

    Il percorso

    Il viaggio si sviluppa dal cuore urbano di Addis Abeba fino alle aree più remote del sud-ovest etiope, attraversando ambienti molto diversi tra loro: altopiani agricoli, foreste tropicali, savane e vallate fluviali e il percorso è costruito per essere funzionale alla fotografia. Faremo spostamenti lenti quando necessario, soste mirate, permanenze con tempi sufficienti nei villaggi per evitare un approccio fotografico frettoloso.

    Ragazze Hamar sfilano durante la cerimonia del Salto del Toro
    Ragazze Hamar sfilano durante la cerimonia del Salto del Toro. Foto:© Roberto Gabriele 2006

    La parte etnica

    Il cuore del viaggio è l’incontro con alcune delle etnie più significative e meglio conservate dell’Africa orientale: Surma (Suri), Mursi, Hamer, Karo, Nyangatom, Konso, Sidama.
    Popolazioni che utilizzano il corpo come linguaggio: pitture corporee, scarificazioni, acconciature, ornamenti, segni di status e di passaggio.

    Alcuni rituali, come il body painting, il pasto del sangue e le pratiche di scarificazione, riflettono una visione del mondo dura ma coerente con il sistema culturale delle comunità locali.

    Il viaggio propone un confronto diretto e consapevole con forme di vita profondamente diverse dalle nostre.

    Ragazze di etnia Hamar in Etiopia
    Ragazze di etnia Hamar, le incontreremo nella Valle dell’Omo. Foto: © Roberto Gabriele 2006

    La fotografia

    Questo è un viaggio progettato da fotografi per fotografi.
    La fotografia non è accessoria, ma centrale: ritratto ambientato, relazione soggetto-spazio, gestione della luce naturale, approccio al soggetto, costruzione di una narrazione coerente.

    Il capogruppo Gigi Montali lavora come Coach fotografico sul campo, seguendo i partecipanti one to one direttamente durante le riprese. Attraverso osservazioni mirate e suggerimenti operativi aiuta ciascuno a migliorare composizione, lettura della scena e approccio al soggetto mentre si è ancora sul set.

    Ogni sera è previsto un momento di revisione fotografica di gruppo, fondamentale per analizzare il lavoro svolto, correggere gli errori e dare continuità al racconto fotografico lungo tutto il viaggio.

    Bambini giocano con fotocamere giocattolo in legno nella valle dell'Omo
    La fotografia è un gioco da queste parti. Foto: © Roberto Gabriele 2006

    La logistica

    La logistica è pensata per garantire sicurezza, comfort compatibile con il contesto e massima operatività fotografica.
    Gli spostamenti avvengono in veicoli 4×4, con un a bordo 3 persone per mezzo. In questo modo tutti hanno accanto un finestrino e non occorre stare con lo zaino fotografico sulle gambe durante gli spostamenti. Ci sarà anche un volo interno. Le sistemazioni alternano hotel selezionati e campo tendato attrezzato nelle aree più remote, con cucina da campo e staff dedicato.

    La presenza di guide locali, scout e mediatori culturali è un elemento chiave per facilitare l’accesso ai villaggi e gestire correttamente le interazioni con le comunità ospitanti.

    Aeroporto di Jinka con capre e persone a pochi metri dall'aereo in partenza
    A Jinka l’aeroporto è in pieno centro del villaggio. Bestie e persone vengono allontanate per fare spazio all’aereo in fase di decollo e atterraggio. Foto© Roberto Gabriele 2006

    Perché iscriversi a questo Viaggio Fotografico

    I motivi sono tanti, te ne suggeriamo alcuni ma gli altri potrai trovarli facilmente. Questo non è un viaggio “esotico”, ma un’esperienza fotografica e antropologica strutturata che unisce contenuti forti, coaching fotografico e una logistica collaudata. Scoprire la Valle dell’Omo non significa solo tornare a casa con delle “belle foto”, ma scoprire cosa significhi raccontare l’essere umano attraverso la fotografia in uno spaccato di vera vita africana, senza filtri.

    Sacro e Profano convivono tra la gente nelle case
    Sacro e Profano convivono tra la gente. Foto: © Roberto Gabriele 2006
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