Descrizione
Fuerteventura, dove il deserto bacia l’oceano
C’è un’isola, nell’Atlantico, dove il vento scolpisce la sabbia come fosse pietra, e le montagne emergono dall’orizzonte come se fossero disegnate dalla luce. Un’isola che non si concede subito, ma che si rivela lentamente, a chi sa osservare con pazienza, con attenzione, con rispetto. È a Fuerteventura che ci porterà questo viaggio: una terra primordiale, scabra, fatta di silenzi, linee essenziali e storie sospese tra mito e paesaggio.
Fuerteventura non è solo bellezza naturale: è una palestra di sguardo e di racconto visivo, dove la fotografia si fa esercizio di sottrazione e la narrazione prende forma attraverso atmosfere più che attraverso soggetti. Cammineremo tra dune che si muovono come onde, coste battute dal vento, crateri vulcanici, scogliere nere, villaggi isolati e spazi aperti che diventano metafora di distanza, vuoto, libertà.

Ogni giorno esploreremo una zona diversa dell’isola, alternando il lavoro sul campo alla riflessione sul linguaggio fotografico. Ma la fotografia non si fermerà sul luogo dello scatto: ogni sera, al rientro, ci ritroveremo per un momento dedicato alla revisione collettiva delle immagini. Sarà uno spazio prezioso, guidato dal Capogruppo Marco Brioni, in cui confrontarsi, crescere e affinare la propria visione, con attenzione alla tecnica, allo storytelling, al senso.
Non servono attrezzature complesse né una preparazione professionale. Il viaggio è aperto a chiunque senta il bisogno di rallentare, osservare, e restituire il mondo con uno sguardo più profondo. Che tu abbia anni di esperienza o stia iniziando ora il tuo percorso fotografico, troverai un ritmo adatto a te: fatto di ascolto, rispetto per la luce e tempo dedicato alla narrazione.

La nostra base sarà El Cotillo, villaggio affacciato sull’oceano, autentico e rilassato, da cui ogni giorno partiremo per scoprire il Nord, il Sud, l’interno dell’isola, le sue coste selvagge e i suoi luoghi più iconici: Corralejo, l’Islote de Lobos, il Calderón Hondo, Cofete, Betancuria, le Cuevas de Ajuy e molto altro.
Quello che ti suggeriamo non è solo di viaggiare.
È di guardare e di raccontare. Con la tua fotocamera.

Dal Capogruppo:
Questo viaggio fotografico a Fuerteventura nasce dal desiderio di esplorare un’isola che vive in equilibrio tra natura primordiale e immaginario leggendario. Fuerteventura è terra di vento, sabbia e roccia, un orizzonte che cambia continuamente sotto la luce, un luogo in cui il deserto bacia l’oceano e la fotografia diventa esercizio di contemplazione.
Cammineremo tra dune che si spostano come onde silenziose, coste selvagge scolpite dal mare, pianure aride che si aprono improvvise davanti agli occhi. La fotografia ci inviterà a lavorare per sottrazione, accettando che a volte l’immagine non racconti cose ma atmosfere: il vuoto, il silenzio, la distanza. Sarà un percorso fatto di attese e di osservazioni, in cui il vento e la luce diventano veri protagonisti del nostro sguardo.

Ma Fuerteventura non è solo natura incontaminata. È anche un territorio popolato di leggende, storie antiche e miti che ancora oggi risuonano nel paesaggio. La montagna di Tindaya, considerata sacra dagli antichi aborigeni, custodisce incisioni misteriose ed è avvolta da racconti di riti e presenze notturne. La Villa Winter, isolata sulle spiagge infinite di Cofete, alimenta da decenni fantasie e sospetti: una casa enigmatica che il tempo ha trasformato in mito. Le grotte di Ajuy, tra le formazioni rocciose più antiche dell’arcipelago, sono state rifugio di pirati e teatro di leggende di abissi insondabili.

In questo viaggio fotografico il paesaggio si intreccia così con l’immaginario: dune e oceano si trasformano in metafore di lontananza e approdo, rocce e caverne diventano scenari mitici, orizzonti vuoti si caricano di presenze invisibili. Ogni immagine sarà occasione per interrogarsi non solo sulla forza della natura, ma anche sulla capacità dell’uomo di raccontarla attraverso storie e leggende.
Fuerteventura non si lascia possedere con uno sguardo rapido: chiede tempo, rispetto, apertura.
Questo percorso fotografico sarà un invito a rallentare, a sostare, a osservare. Un invito a lasciarsi guidare dal vento e dai miti, per restituire nelle immagini l’essenza di un’isola che vive sospesa tra realtà e immaginazione.
Marco Brioni Fotografo/Capogruppo

A CHI È RIVOLTO
Perfetto per:
- Chi ama i paesaggi minimali
- Chi vuole esplorare il linguaggio fotografico legato alla sottrazione e all’atmosfera
- Chi cerca un’immersione nel ritmo naturale dell’isola
- Chi ha interesse per l’aspetto narrativo e simbolico della fotografia
Non serve attrezzatura professionale, e non ci sono difficoltà fisiche: è un viaggio accessibile a tutti, anche per chi è alla sua prima esperienza con Viaggio Fotografico.




In questa occasione il viaggio è comodissimo perchè avremo un solo albergo per tutto il periodo.
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