Cuba, immagini ed emozioni di Maria Bonetto

Cuba……. eccola! Fin da quando metti piede sull’isola ti ammalia, ti conquista e ti rapisce manifestandosi in tutto il suo splendore!  E’ una miscela di odori che ti assale, odori che sanno di salsedine, di carburante, di umidità e muffe, di fragranze indefinite.

L'Havana. Foto Maria Bonetto
L’Havana. Foto Maria Bonetto
Malecòn al tramonto. Foto : Maria Bonetto
Malecòn al tramonto. Foto : Maria Bonetto

Entriamo in contatto con la realtà locale, con la sua gente e scopriamo un popolo che ha sofferto,  che soffre, ma che non ha perso il suo sorriso. Il sorriso e la danza in questi giorni sono stati messi in un cassetto per la malinconia ed il senso di perdita che pervade l’isola. Il Líder Máximo non c’è più, ma la sua presenza è ovunque. Il Paese celebra e piange Fidel. Tutto ha assunto un tono sussurrato. Il momento storico che stiamo vivendo è unico,  tutto è pervaso da un senso di tristezza composta. Mi meraviglia e sorprende quanto amore, nonostante tutto, il popolo cubano manifesta nei confronti di un dittatore che ha procurato loro ristrettezze sotto diversi aspetti. Ma la risposta forse è sintetizzata da Silvia, afrocubana, che ci accoglie all’aeroporto: “è stato un uomo che ha  consentito agli esclusi di poter lavorare, studiare, curarsi”. I cubani hanno  lottato  per una Rivoluzione che ha smarrito gli obiettivi iniziali, che ha infranto i loro sogni, ma nonostante tutto ammirano e amano questo “condottiero” che ha lasciato un segno indelebile nella storia. Ha trasmesso loro un orgoglio nazionale che si ritrova in ogni aspetto della loro vita e che  non è affatto appoggio integrale alle politiche della Cuba rivoluzionaria, e tuttavia è conseguenza di un grandissimo rispetto per chi ha cambiato la storia di un Paese.

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Foto: Maria Bonetto

Questo orgoglio lo si riconosce anche nella loro musica, che condisce ogni momento della loro vita sia come forma di canto che di esecuzione strumentale che di ballo, permea le giornate che i cubani affrontano con uno spirito estremamente positivo. Ai loro problemi contrappongono il loro approccio alla vita. La miseria e la serenità si confondono e si integrano.  Il grigio dei loro giorni è compensato dal colore e dal calore con il quale li abbelliscono danzando non appena sentono una nota musicale. Eccoli che suonano e ballano in strada appena termina il proclamato lutto nazionale e la vita riprende con il consueto ritmo.

L'Havana, il Malecòn. Foto : Maria Bonetto
L’Havana, il Malecòn. Foto : Maria Bonetto

Trovi la gente in fila con la libreta del razionamento alimentare e acquistano beni di prima necessità pagando in CUP, moneta utilizzata solo dai cubani. E’ infatti tuttora in vigore il sistema della doppia moneta che nel corso degli anni ha prodotto alcuni effetti negativi, creando due “mercati paralleli”, con un conseguente senso di esclusione economica di una fascia della popolazione cubana, ed una disparità di ricchezza tra coloro che sono pagati in CUP e coloro che invece hanno  accesso ai CUC o ai dollari, monete derivanti soprattutto dal settore turistico.

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Due cubani. Foto: © Maria Bonetto

Della gente colpisce la loro generosità e cultura. Non ti possono donare nulla ma donano loro stessi con le loro storie, aprono le loro case ed il loro cuore offrendosi a noi sconosciuti con spontaneità e senza riserve o pregiudizi. Le loro case, così variopinte, con le porte e le finestre perennemente aperte sulla strada, consentono ai passanti di condividere la quotidianità di coloro che le abitano.

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Fila con la libreta. Foto: © Maria Bonetto

Le città sono magnetiche,  piene di contraddizioni delle quali ti innamori in modo viscerale e irrazionale. Ne percepisci tutto lo splendore che devono avere avuto in passato e che, in modo fatiscente, ancora emanano attraverso i loro gioielli architettonici che si mescolano qua e là a edifici di una decadenza scenografica, scoloriti  dagli anni, dalla salsedine, dal sole e dalle intemperie.

Le strade a L'Havana. Foto : Maria Bonetto
Le strade a L’Havana. Foto : Maria Bonetto

Le coloratissime auto americane degli Anni ’50  Chevrolet, Cadillac, Pontiac e simili sfrecciano ogni giorno per le strade appestandole con i loro gas di scarico. Restano tuttavia dei cimeli che si fanno perdonare l’inquinamento che producono poiché creano un contesto da cartolina che è davvero unico!

Nonostante tanti anni di trascuratezza quasi totale, come riesca questo paese ad essere così straordinariamente bello è un fatto che sfugge a ogni  logica, ma basta lasciare andare il cuore e farselo catturare!

Maria Bonetto
Maria Bonetto

Maria Bonetto – Roma

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La bandiera degli Stati Uniti ora spesso viene affiancata a quella di Cuba. Segno dei tempi che cambiano e di una pace fatta con il vecchio nemico. Foto : Maria Bonetto
Cuba. Foto: Maria Bonetto
Cuba. Foto: Maria Bonetto
Uomo a Vignales. Foto: Maria Bonetto
Uomo a Vignales. Foto: Maria Bonetto
Revolucionario cubanito. Foto: Maria Bonetto
Revolucionario cubanito. Foto: Maria Bonetto
Cienfuegos. Foto: © Maria Bonetto
Cienfuegos. Foto: © Maria Bonetto
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Patria o Muerte. Foto: © Maria Bonetto