Istanbul, la città tra due Continenti

Dove mi trovo? Non riesco a capire non solo in quale nazione, ma neanche in quale continente. So che mi trovo in una città (o piuttosto si potrebbe definire megalopoli) che ha una posizione geografica unica; infatti, con tutta la sua grandezza, si estende tra due continenti: l’Europa e l’Asia ed è evidente che tale posizione ha contribuito e tutt’ora contribuisce all’incontro ed al successivo mix fra culture diversissime.

Tradizione e modernità ad Istanbul: una ragazza vestita in stile occidentale scende da un taxi mentre in primo piano c'è un disegno antico
Foto: © Claudio Mantovani

La storia racconta che è stata la capitale dell’Impero romano, di quello ottomano e della repubblica di Turchia, anche se la capitale politica è poi stata spostata ad Ankara. Tuttavia è sempre rimasta il centro culturale ed economico del paese.

E’ anche un luogo dove passato e presente si intrecciano in un evidente abbraccio.

Luci, ombre e riflessi tra le strade di Istanbul
Foto: © Claudio Mantovani

Si trova anche in una nazione, che si estende su un territorio in gran parte asiatico, candidata all’adesione alla Unione europea e perciò che cerca di mantenere stretti legami economici e di cooperazione con l’Unione stessa.

Due Continenti, una città

Quando si cammina in questa città si può entrare in una moschea, vicino al bazar delle spezie, e siamo certi di trovarci in un paese islamico. Poi però si entra in un bar, non lontano dal museo dedicato ad Ara Guler, e siamo catapultati in occidente. Si arriva al quartiere Fatih e ci si imbatte in un giovane in abito tradizionale islamico (con il suo tipico cappello), ma che però parla al telefonino.

Ara Guler ritratto in un bar di Istanbul
Foto: © Claudio Mantovani

Da un taxi, nei pressi del ponte di Galata, scende una donna occidentale e pare si catapulti in mezzo a dei soldati ottomani. Siamo ad una fermata del tram nel quartiere Eminonu e incontriamo una donna vestita in burka nero tradizionale, una che indossa il solo velo ed un’altra vestita all’occidentale.

Il battello sul Bosforo
Foto: © Claudio Mantovani

Continuo ad essere circondato da una strana mescolanza di tradizioni islamiche e tentativi di europeizzazione, da una ricca fusione tra Oriente e Occidente e da una insolita sensazione costantemente sospesa tra presente e passato.

Insomma a questo punto abbiamo capito ed è abbastanza chiaro che mi trovo ad Istanbul.

Al termine del viaggio due novelli sposi ci salutano: ma la sposa è vestita con un abito tradizionale, mentre lo sposo è vestito all’europea…non ne usciamo!

Claudio Mantovani

La moschea di Istanbul riflessa in un vetro
Foto: © Claudio Mantovani

Lost in Istanbul

Lost in Istanbul Quando visitai Istanbul per la prima volta, ormai oltre 10 anni fa, tornai con l’immagine scolpita di una luce spettacolare: tagli di luce e ombre scure, contrasti che enfatizzavano le scene di vita sul Bosforo.

Una donna fotografa con un cellulare il passaggio di un tram
Foto: © Serena Pergola

Ne rimasi affascinata e mi riproposi di tornare per dedicare qualche giorno alla mia grande passione, la fotografia di strada, un modo per vivere i luoghi guardandoli con occhi diversi, cercando il contatto con la quotidianità, superando quella mia iniziale timidezza e andare alla ricerca di scene di vita.

Una bottega di Street Food ad Istanbul
Foto: © Serena Pergola

Finalmente l’occasione, un gruppo di fotografi in partenza sotto la guida di Stefano Mirabella, un amico oltre che un eccezionale maestro di Street.

Un viaggio che parte a Dicembre, ancora non fa troppo freddo, con un po’ di fortuna ritroverò quelle sensazioni e quella luce e potrò finalmente tradurle in immagini.

Un pescatore mostra un pesce sul Bosforo
Foto: © Serena Pergola

Si parte, con in mente il lavoro immenso di due grandi maestri come Ara Güler e Alex Webb, ognuno con la sua diversa visione di questa capitale a cavallo tra due continenti, crocevia di storia e di storie da raccontare.

Un negozio di Istanbul
Foto: © Serena Pergola

Però spesso i piani non vanno proprio come previsto: una volta arrivati ci troviamo a vivere una settimana di pioggia intensa e continua, che ci insegue incessante per le strade della città.

Il viaggio inizia

Così ci immergiamo senza sosta in un set inizialmente difficile e inaspettato, che giorno dopo giorno ci regala un’atmosfera insolita e unica in cui muoverci, entrare in contatto con le persone con complicità per ripararsi dalla pioggia, fino a perderci per i quartieri e tra la gente di Istanbul, bagnati e felici, proprio come in una canzone che nel frattempo risuona nelle strade e che presto diventa la nostra colonna sonora:

Standing in the heavy rain
I was someone I was not
Freezing cold I follow
The wind like an arrow
It will lead me to you
I’m lost in Istanbul
(Brianna)

Un negozio di tessuti ad Istanbul
Foto: © Serena Pergola

Epilogo

A Istanbul sono poi tornata ancora, inseguendo quella famosa luce che era nei miei ricordi e, ironia della sorte, tornandoci la terza volta trovai… giornate di neve!! Ma questa è un’altra storia.

Negozio di Istanbul in un giorno di pioggia con la bandiera turca esposta e la vetrina bagnata
Foto: © Serena Pergola

Piove su Istanbul

Il mio viaggio fotografico a Istanbul è stato accompagnato, quasi per intero, dalla pioggia. Una pioggia insistente, come un velo costante tra me e la città.

Street fodo ad Istanbul
Foto: © Donatella Bernabucci

Eppure, paradossalmente, malgrado non sia stato facile da gestire con la macchina fotografica, non è stato un ostacolo. Anzi. La voglia di produrre immagini significative mi ha fatto accogliere l’acqua come un elemento complice.

Le gocce sui vetri e sull’obiettivo, i riflessi, le ombre più dense: tutto contribuiva a una resa visiva diversa anche per un fotografo che con la luce gioca per creare contrasti e rendere le immagini più interessanti.

gocce di pioggia su un vetro che in trasparenza mostra un volto femminile
Foto: © Donatella Bernabucci

La pioggia mi ha costretto a rallentare, a soffermarmi sui dettagli, a cercare in ogni scena l’atmosfera, l’emozione e il senso, dato che non era possibile avere una buona luce e colori accesi.

La vetrina di un negozio di Istanbul, al dià del vetro si distinguono la bandiera turca e il volto di un uomo
Foto: © Donatella Bernabucci

Ho sperimentato che l’acqua può essere un filtro creativo, capace di cambiare radicalmente la percezione di un luogo ed è diventato divertente usare questo elemento in una città come Istanbul, che, con il suo carattere eclettico, è stato un soggetto perfetto anche in queste circostanze.

Un negoziante si affaccia in vetrina qundo smette di piovere
Foto: © Donatella Bernabucci

Quello che mi ha colpito di più della città è stata proprio la sua natura caleidoscopica. In meno di trecento metri puoi passare da un’atmosfera da capitale europea, elegante e moderna, ai colori e ai profumi dei mercati orientali, ai vicoli silenziosi dei quartieri ortodossi o delle zone musulmane più conservatrici.

Una donna velata passa davanti ad un carretto di street food sul Bosforo
Foto: © Donatella Bernabucci

Ogni angolo sembra raccontare una storia diversa. Istanbul è perfetta per chi cerca immagini che raccontino la complessità del reale.

Trasparenze e sovrapposizioni di piani e di immagini in un fast food di Istanbul
Foto: © Donatella Bernabucci

A fine giornata, tornavo in albergo bagnata e mezza congelata, ma con la scheda e la mia memoria piena di storie ed emozioni e avevo la sensazione di aver visto, davvero, qualcosa di non usuale. Nonostante – o forse grazie a – la pioggia.

dal nostro Viaggio Fotografico Istanbul Street dicembre 2023. Capogruppo Stefano Mirabella

Shopping tra le vie del centro di Istanbul
Foto: © Donatella Bernabucci
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