Istanbul, la città tra due Continenti
Dove mi trovo? Non riesco a capire non solo in quale nazione, ma neanche in quale continente. So che mi trovo in una città (o piuttosto si potrebbe definire megalopoli) che ha una posizione geografica unica; infatti, con tutta la sua grandezza, si estende tra due continenti: l’Europa e l’Asia ed è evidente che tale posizione ha contribuito e tutt’ora contribuisce all’incontro ed al successivo mix fra culture diversissime.

La storia racconta che è stata la capitale dell’Impero romano, di quello ottomano e della repubblica di Turchia, anche se la capitale politica è poi stata spostata ad Ankara. Tuttavia è sempre rimasta il centro culturale ed economico del paese.
E’ anche un luogo dove passato e presente si intrecciano in un evidente abbraccio.

Si trova anche in una nazione, che si estende su un territorio in gran parte asiatico, candidata all’adesione alla Unione europea e perciò che cerca di mantenere stretti legami economici e di cooperazione con l’Unione stessa.
Due Continenti, una città
Quando si cammina in questa città si può entrare in una moschea, vicino al bazar delle spezie, e siamo certi di trovarci in un paese islamico. Poi però si entra in un bar, non lontano dal museo dedicato ad Ara Guler, e siamo catapultati in occidente. Si arriva al quartiere Fatih e ci si imbatte in un giovane in abito tradizionale islamico (con il suo tipico cappello), ma che però parla al telefonino.

Da un taxi, nei pressi del ponte di Galata, scende una donna occidentale e pare si catapulti in mezzo a dei soldati ottomani. Siamo ad una fermata del tram nel quartiere Eminonu e incontriamo una donna vestita in burka nero tradizionale, una che indossa il solo velo ed un’altra vestita all’occidentale.

Continuo ad essere circondato da una strana mescolanza di tradizioni islamiche e tentativi di europeizzazione, da una ricca fusione tra Oriente e Occidente e da una insolita sensazione costantemente sospesa tra presente e passato.

Insomma a questo punto abbiamo capito ed è abbastanza chiaro che mi trovo ad Istanbul.
Al termine del viaggio due novelli sposi ci salutano: ma la sposa è vestita con un abito tradizionale, mentre lo sposo è vestito all’europea…non ne usciamo!
Claudio Mantovani

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