Descrizione

Un viaggio fotografico tra storia e musica afroamericana,
dove la storia dei Diritti Civili e quella del Blues continuano ancora oggi a intrecciarsi.

Dopo aver esplorato in lungo e in largo il Delta del Mississippi nei numerosi viaggi alle origini del Blues, Simona Ottolenghi ha pensato di aggiungere un tassello importante: quello della lotta per i Diritti Civili, una storia che in queste terre si intreccia continuamente con quella del Blues.
Questa volta, quindi, il nostro viaggio comincia molto prima di arrivare nel Delta.

Partiamo dai luoghi in cui sono state scritte alcune delle pagine più importanti del movimento per i Diritti Civili e seguiamo questa storia attraverso le città, le strade e i luoghi in cui è accaduta. Atlanta, Montgomery, il Black Belt dell’Alabama, Selma e poi il Mississippi sono pezzi di una storia che ancora oggi è profondamente presente.
I luoghi simbolo dei Diritti Civili

Il viaggio inizia ad Atlanta, con la storia di Martin Luther King. Visitiamo il quartiere in cui è nato e cresciuto e i luoghi legati alla sua vita e alla nascita del movimento. Arriviamo inoltre in città proprio nei giorni in cui viene ricordato il suo assassinio e, se siamo fortunati e verranno confermate le commemorazioni degli ultimi anni, potremo partecipare agli eventi del 9 aprile, anniversario del suo funerale.
Entriamo poi in Alabama, con le città di Montgomery e Selma diventate simbolo della lotta per i Diritti Civili e protagoniste di alcuni dei momenti più importanti della storia americana del Novecento. È qui che negli anni Cinquanta e Sessanta prendono forma proteste, boicottaggi e grandi marce che portano in primo piano la battaglia contro la segregazione e per il diritto di voto della popolazione afroamericana.
Attraversiamo questi luoghi per ritrovare le tracce di quello che è accaduto e capire quanto quella storia sia ancora presente nell’identità di queste città.
E mentre ci avviciniamo al Mississippi, cominciamo a capire quanto le due anime del nostro viaggio siano legate. La storia dei Diritti Civili e quella del Blues nascono dalla stessa terra e dalle vicende della stessa comunità afroamericana. Ed è proprio seguendo questo filo che entriamo nel Mississippi Delta.

Il Delta del Mississippi

Entriamo nel Delta del Mississippi, attraversiamo campi di cotone, piccole cittadine decadenti, strade secondarie e luoghi che a volte sembrano rimasti sospesi nel tempo.
Torniamo in posti che Simona conosce molto bene e che nei tanti viaggi hanno regalato incontri bellissimi.
Ci fermiamo per fotografare, per parlare con qualcuno, per entrare in un locale o semplicemente perché qualcosa lungo la strada attira la nostra attenzione.
Ed è difficile programmare tutto quello che succede da queste parti.

Alcune delle esperienze più belle dei nostri viaggi precedenti sono nate proprio da ciò che non era scritto nel programma: incontri casuali che diventano racconti di vita, musicisti che suonano solo per noi, o serate finite molto più tardi del previsto.
Il Blues, dove è nato e dove continua a vivere

Il Blues rimane l’anima principale del viaggio, il filo conduttore che ci accompagna come colonna sonora di questa esperienza.
Conosciamo i luoghi di B.B. King e di Robert Johnson, che, come narra la leggenda, “vendette l’anima al diavolo” per imparare a suonare come nessun altro.
Attraversiamo le vecchie piantagioni, incontriamo i musicisti e passiamo lunghe serate a ritmo di Blues, magari davanti a un piatto di pomodori verdi fritti e alla carne cotta nei veri barbecue del Sud.
Ma soprattutto il Blues lo viviamo: per strada, nei piccoli locali e nei juke joint, fino ad arrivare al festival che rappresenta uno dei momenti più attesi del nostro viaggio e che ci regalerà grandi emozioni.
Clarksdale e il Juke Joint Festival

Clarksdale è il cuore del nostro viaggio e di tutto il Delta del Mississippi.
Qui ci fermiamo per quattro notti e partecipiamo al Juke Joint Festival, uno degli appuntamenti Blues più importanti e coinvolgenti del Delta.
In questi giorni la cittadina, normalmente sospesa in quell’atmosfera un po’ decadente che racconta ancora i fasti dell’epoca del cotone, si trasforma completamente. La musica ci avvolge giorno e notte: concerti sui palchi, musicisti che suonano lungo le strade, juke joint, street food e appassionati che arrivano da ogni parte d’America.

Qui ci muoviamo liberamente, seguendo la musica e quello che succede intorno a noi. Ognuno trova il proprio spazio e i propri spunti fotografici: i musicisti, i concerti, la gente per strada, i locali e tutto quello che per qualche giorno trasforma Clarksdale in una grande festa del Blues.
Siamo a Clarksdale anche nei giorni che precedono il Festival e cominciamo ad assaporarne l’atmosfera, seguendo la musica e lasciandoci coinvolgere da tutto quello che anima la città.
Un viaggio da vivere e fotografare

La fotografia accompagna tutto il percorso, senza trasformarlo in una corsa alla ricerca dello scatto.
Fotografiamo l’anima di questi posti: persone, paesaggi, musica, architettura, vecchi quartieri, piccoli centri e vita quotidiana. Passiamo dai luoghi simbolo della lotta per i Diritti Civili agli spazi quasi vuoti del Delta, dalle chiese ai juke joint, dalle città alle strade di campagna.
Ci prendiamo soprattutto il tempo per guardare, conoscere e raccontare.
Possiamo tornare nel Mississippi molte volte e percorrere strade che conosciamo già, ma questo territorio riesce sempre a mostrarci qualcosa di nuovo.
Questa volta lo facciamo seguendo insieme due storie, quella del Blues e quella dei Diritti Civili, scoprendo strada facendo quanto profondamente siano legate tra loro.



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