Descrizione
Torniamo in Mongolia per il Naadam Festival
A grande richiesta torniamo in Mongolia, un Paese che negli anni ha lasciato un segno profondo in chi ha viaggiato con noi. Qui la tradizione nomade non è un ricordo del passato, ma una realtà viva che scandisce ancora oggi ritmi, gesti e relazioni.

Il Naadam Festival rappresenta uno dei momenti più significativi per entrare in contatto con questa identità: una festa nazionale vissuta con semplicità, partecipazione e naturalezza, lontana dalle ricostruzioni turistiche. Viaggiare in Mongolia durante il Naadam significa osservare da vicino un Paese che celebra se stesso attraverso pratiche antiche, valori condivisi e un forte senso di appartenenza.
Un viaggio fotografico centrato sulle persone e sulla vita nomade
@Foto Roberto Gabriele

Questo viaggio è pensato per chi desidera avvicinarsi a una cultura che non si è adattata ai visitatori, ma continua a vivere secondo le proprie necessità e stagioni. Gli incontri con le famiglie nomadi permettono di assistere a momenti autentici della vita quotidiana: dalla mungitura alla cura degli animali, fino al montaggio delle gher e alla gestione degli spostamenti. Tutto accade con naturalezza, senza scenografie preparate.
Le giornate trascorse nei piccoli centri, i tempi lenti degli spostamenti e la possibilità di fermarsi quando serve offrono le condizioni ideali per costruire un racconto fotografico coerente e rispettoso, centrato sulle persone e sul loro contesto. Per molti partecipanti questa parte del viaggio diventa la più significativa proprio perché consente un contatto reale con chi vive la Mongolia ogni giorno.
Il Naadam vissuto localmente e il valore dell’osservazione

Partecipare al Naadam in una località come Tsetserleg significa vivere la festa come la vivono gli abitanti. Le famiglie arrivano da vari distretti, i cavalli vengono preparati con cura, le gare si svolgono senza fretta e tra un’attività e l’altra emergono scene spontanee che raccontano moltissimo della cultura mongola. In un contesto così autentico la fotografia torna a essere osservazione, attesa, capacità di cogliere ciò che accade senza interferire. La Mongolia richiede tempo e adattamento: le distanze sono ampie, gli alloggi sono essenziali e gli ambienti spesso isolati. Ma proprio queste caratteristiche consentono di rallentare, di avere meno distrazioni e di dedicare più attenzione a ciò che si svolge attorno a noi. È un modo di viaggiare che favorisce uno sguardo più consapevole, utile a chi vuole costruire immagini coerenti e non semplicemente raccogliere impressioni veloci.
Paesaggi che completano l’esperienza, non la definiscono

I paesaggi della Mongolia centrale e del Deserto del Gobi fanno parte del viaggio come sfondo naturale alla vita nomade, più che come elementi da “inseguire” fotograficamente. Le vallate, le praterie, le formazioni rocciose e le aree desertiche come Bayanzag e le Flaming Cliffs accompagnano il percorso e aggiungono profondità visiva al racconto complessivo. Anche nei luoghi più spettacolari l’obiettivo rimane quello di mantenere uno sguardo equilibrato, in cui l’ambiente sostiene la narrazione senza diventare l’unico protagonista. Il gruppo ristretto consente di muoversi con più flessibilità, fermarsi quando si presenta una situazione interessante e lavorare con calma su ciò che serve davvero per costruire un progetto personale.
Un viaggio per chi cerca esperienze reali

Questa esperienza è adatta a chi vuole vivere la Mongolia in modo diretto, senza filtri e senza ambientazioni costruite per i visitatori. Richiede spirito di adattamento, disponibilità a seguire ritmi diversi dai nostri e capacità di apprezzare anche le situazioni semplici, perché sono proprio quelle a raccontare meglio la vita nomade. In cambio, il viaggio offre una vicinanza rara alle persone, una cultura che conserva ancora molto della propria identità e un modo di fotografare che invita alla calma, all’osservazione e alla relazione con ciò che si incontra. È un percorso che funziona per chi desidera tornare a casa con un racconto personale, costruito giorno dopo giorno attraverso esperienze reali e non attraverso immagini già viste.

Il viaggio è bellissimo, e se porti uno più amici risparmiate 100 € a testa!!
NOTA IMPORTANTE: la data esatta del Naadam della provincia di Arkhangai non è ancora disponibile. L’anno scorso la decisione è stata presa a meno di 1 settimana dall’inizio del festival! Il programma potrà essere modificato nelle tappe e nei pernottamenti sulla base della data ufficiale, di cui vi aggiorneremo quando sarà nota
Il capogruppo, Simona Ottolenghi

La sicurezza nella steppa:

Garmin, produttore leader mondiale incotrastato di dispositivi satellitari, per tutelarci in aree deserte e remote del Pianeta, come il deserto del Sahara in Algeria, ci ha fornito questo Comunicatore satellitare compatto con messaggistica vocale e invio immagini modello inReach® Mini 3 Plus. Uno strumento di fondamentale importanza che comunque ci auguriamo di non dover usare mai.
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