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Carnevale in Sardegna

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Viaggio fotografico Accompagnatore del viaggio Roberto Gabriele

Roberto è la parte razionale e imprenditoriale, ma anche un po' visionaria di Viaggio Fotografico, che nasce proprio da una sua intuizione nel lontano 2013. Chiude il suo studio fotografico, si trasferisce da Latina a Roma e cambia vita. Ama le sfide, i numeri e le mappe, e non farebbe mai a meno delle sue scarpe super comode che lo accompagnano ovunque! Instancabile, viaggiare per lui è un modo di essere, uno stile di vita, un bisogno primario insito nella sua natura di fotografo. Trovare soluzioni impossibili è per lui un gioco divertente adatto ad un bambinone di 54 anni che non si stanca mai di imparare dalla vita.

Antiche tradizioni agropastorali, un viaggio antropologico in Italia

Dimenticate Arlecchino e Pulcinella, dimenticate vestitini da Topo Gigio o Principessa, fate finta di non aver mai sentito parlare delle folle del Carnevale di Venezia e di quello di Rio, qui non troverete i giganteschi Carri allegorici di Viareggio e Putignano.

Preparatevi a fare un salto nel tempo, nel Carnevale tradizionale sardo ne avrete la possibilità. E sarà tutta da fotografare.

Qui il Carnevale si chiama Harrasehare o Carrasegare, che letteralmente significa “carne viva (umana) da lacerare” e tutto ci riporta ad antichissimi riti dionisiaci di mescolamento del sangue con la Madre Terra per richiedere fertilità, alla vittoria del bene sul male e del dominio dell’uomo sulla bestia. In Sardegna il carnevale è fatto per i grandi più che per i bambini, raramente è una cosa della quale ridere, molto più spesso, anticamente, venivano anche sacrificati i più deboli come riti propiziatori.

Nei carnevali tradizionali sardi troverete il fantoccio di Don Conte (il cattivo Padrone) dato al rogo a Ovodda, così come il gigante di Gioldzi viene arso a Bosa o vedrete uccidere S’Urtzu (l’uomo orso) che viene sacrificato a bastonate dai Colonganos o Su Battileddu ucciso da sos Gattias e portato morto su un carro in piazza.

Venite in questa terra meravigliosa, aspra come il Filu Ferru (la grappa locale che veniva nascosta sotto terra ed estratta con un filo di ferro per poterla ritrovare) e allegra come il Cannonau che scorre a fiumi in quei giorni ad allietare la festa e sacramentare i rituali pagani antichi come l’uomo e che traggono le loro origini dalla tradizione agropastorale isolana.

Partite con la sana voglia di scoprire un mondo a parte che non conoscete, un Viaggio Fotografico nella nostra meravigliosa Italia che saprà lasciarvi senza parole e vi proietterà in un mondo parallelo in cui si parlano lingue completamente diverse dalla nostra.

Sardi sapranno accoglierci con la loro ospitalità sincera e amichevole, priva di sovrastrutture.

Simona Ottolenghi sarà la Capogruppo di questo Viaggio Fotografico che si pone in questa occasione come uno dei pochi esperti non sardi di queste bellissime tradizioni. Per lei infatti sarà la terza esperienza tra i Carnevali tradizionali sardi.

Un reportage vero, organizzato tra la gente e con la gente locale: la Capogruppo nei suoi precedenti viaggi ha intessuto con gli Abitanti, le Maschere e le Istituzioni una fitta rete di contatti che ci permetteranno di avere i Pass riservati ai Fotografi nelle più importanti tra queste manifestazioni, dove non li avremo è perchè non ci occorrono essendo carnevali con una gestione meno rigida.

Agli Iscritti del Viaggio verranno date prima della partenza una serie di informazioni culturali e antropologiche che serviranno a scoprire prima ancora della partenza la storia e il fascino di questi rituali. Il tutto verrà raccolto in una Guida di Viaggio illustrata con le foto di Roberto Gabriele e Simona Ottolenghi. Questo sarà un passo necessario anche per una migliore resa fotografica e per il raggiungimento degli scopi del viaggio.

Punti di forza del viaggio:

Quello che distingue questo Viaggio è innanzitutto la durata e la completezza del Programma: Rimarremo per 6 giorni e 5 notti, sono tanti perchè ci permetteranno di avere un panorama esaustivo delle tradizioni barbaricine potendo vedere ben 8 carnevali di cui alcuni praticamente sconosciuti che si festeggiano durante il sabato, il lunedì e anche il mercoledì delle ceneri durante quindi il periodo di Quaresima, evento assai raro.

Inoltre la profonda conoscenza delle tradizioni locali da parte dei componenti dello Staff, che per 4 anni hanno frequentato i riti dei più interessanti carnevali sardi, renderà questo viaggio un’esperienza indimenticabile.

Il pulmino con il quale ci muoveremo per tutto il viaggio renderà tutto molto comodo ed agevole oltre che sicuro: in questo modo non sarà necessario nè portare la propria auto nè guidarne una a noleggio. Ci si potrà meglio concentrare sulle foto e commentarle con i Capogruppo anche durante gli spostamenti.

il Video di Giorgio Sega realizzato a Lula durante il nostro Viaggio Fotografico Edizione 2016:

Descrizione

Dimenticate Arlecchino e Pulcinella, dimenticate vestitini da Topo Gigio o Principessa, fate finta di non aver mai sentito parlare delle folle del Carnevale di Venezia e di quello di Rio, qui non troverete i giganteschi Carri allegorici di Viareggio e Putignano.

Preparatevi a fare un salto nel tempo, nel Carnevale tradizionale sardo ne avrete la possibilità. E sarà tutta da fotografare.

Qui il Carnevale si chiama Harrasehare o Carrasegare, che letteralmente significa “carne viva (umana) da lacerare” e tutto ci riporta ad antichissimi riti dionisiaci di mescolamento del sangue con la Madre Terra per richiedere fertilità, alla vittoria del bene sul male e del dominio dell’uomo sulla bestia. In Sardegna il carnevale è fatto per i grandi più che per i bambini, raramente è una cosa della quale ridere, molto più spesso, anticamente, venivano anche sacrificati i più deboli come riti propiziatori.

Nei carnevali tradizionali sardi troverete il fantoccio di Don Conte (il cattivo Padrone) dato al rogo a Ovodda, così come il gigante di Gioldzi viene arso a Bosa o vedrete uccidere S’Urtzu (l’uomo orso) che viene sacrificato a bastonate dai Colonganos o Su Battileddu ucciso da sos Gattias e portato morto su un carro in piazza.

Venite in questa terra meravigliosa, aspra come il Filu Ferru (la grappa locale che veniva nascosta sotto terra ed estratta con un filo di ferro per poterla ritrovare) e allegra come il Cannonau che scorre a fiumi in quei giorni ad allietare la festa e sacramentare i rituali pagani antichi come l’uomo e che traggono le loro origini dalla tradizione agropastorale isolana.

Partite con la sana voglia di scoprire un mondo a parte che non conoscete, un Viaggio Fotografico nella nostra meravigliosa Italia che saprà lasciarvi senza parole e vi proietterà in un mondo parallelo in cui si parlano lingue completamente diverse dalla nostra.

Sardi sapranno accoglierci con la loro ospitalità sincera e amichevole, priva di sovrastrutture.

Simona Ottolenghi sarà la Capogruppo di questo Viaggio Fotografico che si pone in questa occasione come uno dei pochi esperti non sardi di queste bellissime tradizioni. Per lei infatti sarà la terza esperienza tra i Carnevali tradizionali sardi.

Un reportage vero, organizzato tra la gente e con la gente locale: la Capogruppo nei suoi precedenti viaggi ha intessuto con gli Abitanti, le Maschere e le Istituzioni una fitta rete di contatti che ci permetteranno di avere i Pass riservati ai Fotografi nelle più importanti tra queste manifestazioni, dove non li avremo è perchè non ci occorrono essendo carnevali con una gestione meno rigida.

Agli Iscritti del Viaggio verranno date prima della partenza una serie di informazioni culturali e antropologiche che serviranno a scoprire prima ancora della partenza la storia e il fascino di questi rituali. Il tutto verrà raccolto in una Guida di Viaggio illustrata con le foto di Roberto Gabriele e Simona Ottolenghi. Questo sarà un passo necessario anche per una migliore resa fotografica e per il raggiungimento degli scopi del viaggio.

Punti di forza del viaggio:

Quello che distingue questo Viaggio è innanzitutto la durata e la completezza del Programma: Rimarremo per 6 giorni e 5 notti, sono tanti perchè ci permetteranno di avere un panorama esaustivo delle tradizioni barbaricine potendo vedere ben 8 carnevali di cui alcuni praticamente sconosciuti che si festeggiano durante il sabato, il lunedì e anche il mercoledì delle ceneri durante quindi il periodo di Quaresima, evento assai raro.

Inoltre la profonda conoscenza delle tradizioni locali da parte dei componenti dello Staff, che per 4 anni hanno frequentato i riti dei più interessanti carnevali sardi, renderà questo viaggio un’esperienza indimenticabile.

Il pulmino con il quale ci muoveremo per tutto il viaggio renderà tutto molto comodo ed agevole oltre che sicuro: in questo modo non sarà necessario nè portare la propria auto nè guidarne una a noleggio. Ci si potrà meglio concentrare sulle foto e commentarle con i Capogruppo anche durante gli spostamenti.

il Video di Giorgio Sega realizzato a Lula durante il nostro Viaggio Fotografico Edizione 2016:

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